300 mila giovani che frequentano le imprese d’acconciatura, 80 mila saloni e circa 110 mila parrucchieri professionisti, più un numero ancora troppo grande di ‘abusivi’.
Sono questi i numeri dell’acconciatura oggi in Italia. Numeri che rappresentano una categoria troppo spesso invisibile e che invece costituisce la spina dorsale della società civile, nonché anche carro trainante dell’economia.
Eppure in Italia il ‘popolo’ degli acconciatori non viene quasi mai preso sul serio. Al contrario di quello che capita nel resto d’Europa dove il senso di responsabilità dei politici, evidentemente, è più forte che da noi.
Hair Lobbying, la prima associazione culturale-politica per il mondo italiano dell’acconciatura, si batte per rendere unita l’intera categoria dei parrucchieri (ma anche estetiste e operatori del fitness), in sinergia con il prezioso e insostituibile lavoro dei sindacati di categoria che da anni si occupano di bellezza e benessere.
Il progetto politico di Hair Lobbying è quello di portare un parrucchiere in Parlamento, e creare cosi le condizioni culturali per avvicinare la politica alla società civile che bene rappresentiamo.
Da qui, finalmente, le mozioni di una schiera così numerosa e fino ad oggi considerata ‘invisibile’ in Italia potranno diventare azioni di prevenzione per evitare che leggi anche giuste abbiano una ricaduta negativa e mortificante sulla categoria dei parrucchieri.
Potrebbero quindi diventare realtà progetti come quello di portare acconciatori a candidarsi oltre che in Parlamento anche nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni.
In Olanda, per esempio, la presenza in Parlamento di un acconciatore ha reso possibile l’abbassamento dell’Iva per i parrucchieri olandesi, portandola dal 19% al 10%.
Per questo è importante l’adesione e l’iscrizione ad Hair Lobbying dei professionisti della bellezza: perché sappiamo che in politica contano i numeri, che servono a stimolare l’interesse attivo da parte dei rappresentanti del governo italiano alle problematiche della categoria.
Come già capita, per esempio, per i nostri cugini francesi. Ad una recente manifestazione dedicata all’acconciatura ha infatti partecipato il segretario di Stato francese con delega all'artigianato Hervé Novelli. Un modo per sottolineare quanto il lavoro degli artigiani (e i parrucchieri sono parte attiva della categoria degli artigiani) stia a cuore al governo francese.
Hair Lobbying continua a raccogliere consensi fra gli acconciatori e oggi, a poco meno di tre mesi dalla sua costituzione, si possono contare più di 300 adesioni.
Professionisti di ogni parte di Italia che condividono il progetto politico dell’associazione, stufi soprattutto di essere poco considerati dalla società civile e riconosciuti soltanto come poveri barbieri e massaggiatori piuttosto che come imprenditori seri al servizio della società.
E con un unico sogno: avvicinare la politica alla categoria e la categoria alla politica. E affinché possa finalmente venir riconosciuta la dignità che compete ai lavoratori del benessere, che con grande sacrificio partecipano alla bellezza di questo Paese senza mai essere ringraziati.
La campagna di tesseramento ad Hair Lobbying è in corso.
Iscrizioni su: [url]http://www.hairlobbying.org/Iscrizione.htm
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Info:
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