Curiosando qua e là sul web ci ha molto colpiti un post dell’ hairstylist Federico Moscaroli che spiega cosa si nasconde dietro alla figura di un parrucchiere, il suo passato, la sua gavetta, il lavoro sodo e ci racconta perché non condivide l’immagine del parrucchiere che emerge dal programma televisivo “Il salone delle meraviglie” in onda su Real Time ogni martedì alle 22:40.

Per chi se lo stesse perdendo, “Il salone delle meraviglie” ci porta nello sfavillante mondo di Federico Lauri, in arte Federico Fashion Style, titolare di un salone ad Anzio ma noto soprattutto per essere il parrucchiere dei vip, da Giulia De Lellis e Ayda Yespica ad Alba Parietti, Paola Turci, e molte altre.
Federico Moscaroli, nel suo lungo post, ci ha dato un interessante spunto di riflessione che vorremmo condividere con voi… leggetelo e fateci sapere cosa ne pensate!

Chi c’è dietro alla figura del parrucchiere?
Quando eravamo bambini le nostre mamme andavano settimanalmente dal parrucchiere per fare la messa in piega; un’orda di signore che attendevano fuori dalla bottega artigiana in attesa dell’apertura e capaci di aspettare ore prima che arrivasse il loro turno…
Allora il “pezzo di carta”, il diploma della scuola media superiore, era per pochi, e un artigiano parrucchiere era certamente passato, mollando molto presto gli studi, dal fare dapprima il ragazzo di bottega e poi, “rubando con gli occhi”, ad aprire la sua attività.
Forti della loro eccezionale manualità e del boom economico degli anni ottanta, nonostante la prevalente bassa cultura, avevano una posizione sociale di tutto rispetto.
Questo in un Paese dove le tasse erano esigue, il lavoro in nero di normale amministrazione, i dipendenti sottopagati, nessun controllo sull’ igiene e sulla sicurezza e rivolgendosi a un pubblico cui mancavano strumenti di informazione.
Potrei argomentare quei periodi per pagine, ma arriviamo a oggi.
La maggior parte di noi nasce professionalmente allo stesso modo dei nostri predecessori, abbiamo mollato presto gli studi e solo alcuni di noi si sono rivolti a scuole professionali.
Poi abbiamo cominciato a lavorare come shampisti e, rubando con gli occhi, oggi, se siamo stati particolarmente bravi o abbiamo avuto la fortuna di essere stati assistiti dai nostri genitori, abbiamo il nostro salone.
Con qualche sostanziale differenza però!
Oggi oltre ad essere sottoposti a serrati controlli economici e a disposizione legislative vicine all’ assurdo, il parrucchiere ha a che fare con un pubblico molto esigente e altrettanto informato.
La domanda cui dobbiamo rispondere richiede una grande preparazione tecnica e imprenditoriale e per far fronte a questo non possiamo più esimerci dalla continua formazione.
Formazione tecnica, formazione artistica, formazione sui prodotti e la loro composizione chimica, formazione sul marketing e formazione sulla comunicazione.
In un periodo storico, il nostro, dove la piccola e la media impresa sono costrette a riparare i danni di decenni di mala gestione del nostro Paese, dobbiamo affrontare difficoltà assurde per ottenere il meritato successo.
Paghiamo tasse irragionevoli, paghiamo per la nostra inevitabile formazione in modo costante, paghiamo il doppio per gli stipendi dei nostri dipendenti che con il loro netto difficilmente riescono a essere autonomi e soprattutto, per riuscire ad andare avanti, ci priviamo e priviamo le nostre famiglie della cosa più preziosa, il tempo da dedicare alla vita extralavorativa.
Ma siamo anche fortunati, facciamo uno dei mestieri più belli del mondo!
Abbiamo la fortuna di poter passare del tempo con le persone, conoscere storie e aneddoti della loro vita, condividere le nostre e le loro passioni…
Attraverso i loro racconti addirittura giriamo virtualmente il mondo e loro in cambio ottengono attenzioni, momenti di relax e tempo da dedicare a se stessi per poter uscire dalla frenesia cui tutti siamo nostro malgrado sottoposti.
Attraverso il suo lavoro un parrucchiere vende servizi ma regala emozioni!
Ora vi chiederete, perché ci racconti tutta questa storia?
L’emittente tv Real Time attraverso la trasmissione “Il salone delle Meraviglie” sta rappresentando la nostra categoria come frivola, ignorante e fuffarola.
Io non ci sto!
Frequento costantemente colleghi che studiano, s’informano e sacrificano il loro prezioso tempo per garantire ai loro clienti servizi di sempre maggiore qualità.
Comprensibile la costruzione di situazioni paradossali, al pubblico piace quella roba, ma l’atteggiamento maleducato e prosopopeico non rappresenta, perlomeno non più, il parrucchiere moderno.
Non entro nel merito di questioni tecnico-artistiche, ma mi preme mettere l’accento sul fatto che noi non maltrattiamo i nostri dipendenti, piuttosto li aiutiamo a crescere professionalmente e a sentirsi parte di una comunità, non trattiamo con distacco le nostre clienti, ma ci poniamo al loro fianco affinché trovino l’immagine che meglio le rappresenti, e soprattutto, non le vediamo come soldi che camminano, ma le consigliamo per quello di cui hanno bisogno.
Siamo una categoria di professionisti che generano emozioni positive e dai quali molti dovrebbero piuttosto prendere esempio.
Mi chiamo Federico, come il protagonista della trasmissione televisiva, ma se per voi della tv quello rappresenta i parrucchieri, allora io non lo sono, da oggi per mestiere faccio il Creatore di emozioni!

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