Buongiorno Parrucchierandi, ecco per voi un articolo molto originale sull’importanza del binomio scienza-coscienza nel mondo dei barbieri. Per riflettere su qualcosa di un po’ diverso dal solito. Buona lettura!

La barba è al centro delle attenzioni quotidiane di un uomo, di qualsiasi uomo. Si potrebbe quasi dire che è il gesto più democratizzante che esista in società.

Tutti, ogni giorno, chi più chi meno, si ritrovano faccia a faccia con il proprio volto. Lo scrutano per il tempo necessario allo specchio, lo accarezzano per un attimo e poi cominciano il rito della rasatura: gesti mirati e mirabili come quelli di un ebanista oppure distratti e incoscienti come picchiate verso il suolo, attimi di soddisfazione o di frustrante consapevolezza della fretta, siglata da ferite tamponate con bende di carta igienica.

La scienza mette a disposizione rasoi sempre più leggeri, con lame rotanti e vibranti, gel che agiscono a livello molecolare, pennelli hi-tech e ogni possibile ausilio a quell’azione virile che un tempo veniva fatta con una lama affilatissima e un po’ di sapone quando andava bene. Forse “l’impigrimento” del maschio contemporaneo verso un gesto che richiede dedizione e amore ha fatto sì che la tecnologia si interessasse a come poter evitare di pensare troppo a quello che si nasconde dietro: la rasatura e il suo Geist, il suo Spirito, lasciando ampio spazio alla scelta e alla filiazione di determinati prodotti che rispecchiano più il carattere dell’acquirente che non le sue necessità.

Ma senza voler essere troppo filosofi (che «La barba non fa il filosofo» come diceva Plutarco) o barbosi, la domanda da porsi veramente è: se abbiamo la Scienza, dove è finita la nostra Coscienza?

Per poter rispondere abbiamo incontrato nel suo salone in viale G. D’Annunzio 25 a Milano, creato su tre spazi come le domus romane e luogo in cui farsi servire oppure servirsi da sé, Francesco Cirignotta. Barbitonsore- tricoesteta, che vive con grande interesse e passione il suo concetto di “Scienza e Coscienza”.

Scienza e coscienza sono l’argomento, il sapere per poter fare. Sapere che la pelle e la barba spesso bisticciano tra di loro, sapere se la mia barba è veramente dura o molla, se la mia pelle è morbida o tenera o ispessita o grassa, sapere se devo fare il contropelo, sapere se un rasoio deve essere a una lama o a cinque con vibrazione e perché. O se il mio viso per sua fisiologia sopporta un rasoio elettrico. Non solo; sapere in base alle stagioni devo modificare qualcosa nel mio atteggiamento, se posso o devo trattare il viso con degli scrub. Conoscere. Anche se istintivamente so di fare sempre la cosa più giusta, anche quando mi rado dopo mangiato o di sera. Il mio scopo è fare acquistare più coscienza e far godere il gesto della rasatura con minor sofferenza, perché dobbiamo raccontarlo alle donne, farsi la barba non sempre è quella goduria che si legge sui manifesti.

La pogonotomia (l’arte di radersi da sé) è infatti da intraprendere in modo coscienzioso, perché in essa è racchiusa una tradizione antica che deve essere migliorata dalla modernità. Deve avere il valore che merita perché chi la pratica ha un valore, la sua pelle ha un valore, il suo aspetto e soddisfazione hanno valore.

La scienza ci dice che barba, peli e capelli hanno il medesimo scopo cioè la protezione. La psico-sociologia ci dice che capelli e barbe rappresentano un abito naturale con il quale si inviano messaggi di identità.

L’antropologia ha sempre dato grande importanza ai tipi di acconciature dei capelli e delle barbe.

Se volessimo conoscere il tipo di pelle che abbiamo, in maniera più professionale di quanto non facciamo da soli, esistono degli strumenti idonei che con delle lenti e dei sensori rilevano lo stato di idratazione , il quantitativo di sebo e relativa ossidazione, la presenza di impurità,l’elasticità,la profondità delle espressioni del viso”rughe”, valuta i depositi degli agenti esterni. Insomma sapere per saper fare, scienza e coscienza.

La scienza è una mano che ci viene tesa. È quella possibilità di conoscere al meglio il terreno in cui ci stiamo incamminando ma occorre avere ben chiaro quello che stiamo facendo, di come lo facciamo e degli strumenti ideali per agire.

Ad esempio bisogna sapere che il sapone non ammorbidisce, che l’acqua calda ha la funzione di attivare le molecole del prodotto scelto per l’insaponatura e di ossigenare.

Pennello o mano ci sono prodotti studiati per uno sviluppo o per l’altro , altri ancora per entrambe; il gesto dell’applicazione sarà mediamente circolare, cioè capace di creare l’ossigenazione dei tessuti.

I rasoi, da una a cinque lame con vibrazione sono tutti ottimi ma da tenere in considerazione è il peso dell’oggetto, perché se è troppo leggere necessita di più forza e spesso si rischia di eliminare più epidermide di quanta sia necessaria.

Il pelo della barbe nasce con un’inclinazione che va dai 30, ai 60 gradi rispetto al bulbo, il che significa che se vado contro, spesso ferisco il bulbo, il quale per potersi ripristinare tende a chiudersi e il pelo che continuerà la sua ricreazione non avrà un foro di uscita, comportando il famoso pelo incarnito e per evitarlo è consigliabile andare contro lateralmente, permettendo così il contropelo.

Nella fase finale della rasatura che deve essere prestata molta attenzione al ripristino idrolipidico.

Infatti le creme, le lozioni o quant’altro venga utilizzato come post barba, deve tendere a tutelare il viso dagli agenti esterni, favorendo la protezione e il ripristino fisiologico.

E’ preferibile il no alcol. Si dice sempre a questo proposito “Ma una volta era sempre alcolico il dopobarba”, “una volta” non c’era l’igiene di adesso e normalmente le barbe venivano rasate da dei barbieri dove era necessario sterilizzare e spesso anestetizzare la parte dopo una rasatura.

Non dimentichiamo che per alcuni versi la peste in Milano si narra essere stata causata dai barbieri cerusici, tanto che Gian Giacomo Mora fu giustiziato per questo.

Piccoli suggerimenti: per asciugare il viso o utilizzare la pietra dell’allume di rocca per astringere, o il borotalco, capace di astringere e levigare. Qualora il viso necessitasse di vasocostrizione perché molto irrorato, un cubetto di ghiaccio seguito da un po’ di borotalco.

Per Francesco Cirignotta i capelli e le barbe incorniciano il volto dell’umanità, un’umanità che è racchiusa nella vera comprensione di Scienza e Coscienza, un binomio che può elevare l’uomo in ogni campo.

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