I Kemon Days, l’evento che mescola formazione, spettacolo e divertimento, quest’anno hanno migliorato la formula, shakerato gli ingredienti, aggiunto molto glamour e dato vita probabilmente all’edizione più bella di sempre.
 Lo spirito che pervade il brand, la volontà di credere e proporre un concetto di bellezza autentica e innovativa, intesa come aspetto esteriore, valore interiore ma anche evoluzione del mercato dell’acconciatura, si è infusa in uno show davvero unico che ha entusiasmato i circa 1.000 clienti presenti, provenienti da tutto il mondo.

Per la prima volta agli East End Studios di Milano, uno spettacolare palco con un led wall di 25 metri per 4 di altezza ha ospitato la lectio magistralis del Prof. Vittorio Sgarbi: un viaggio nell’evoluzione dei canoni di bellezza nella storia dell’arte e su come la raffigurazione pittorica possa essere fonte creativa dalla quale trarre ispirazione per arricchire il bagaglio culturale e professionale dell’acconciatore.

A seguire, l’hair show di Mauro Galzignato e del suo team che hanno declinato l’argomento presentando 21 modelle in tre quadri diversi.

Il primo quadro, caratterizzato da un’estetica molto glamour, capelli ramati, smokey eye e rossetto vermiglio, ha affrontato il concetto di bellezza nella sua idealizzazione: a partire da quella Classica, attraversando il Rinascimento, e approdando sulle passerelle degli anni ’90, uno stereotipo di perfezione incarnato dalla moda di Tom Ford tra gli altri, che spesso esula dal concetto di donna reale. In questo mondo, le forme dei capelli ricoprono un ruolo fondamentale, una vera e propria cornice, utilizzando la metafora pittorica. Lunghezze importanti che permettono di cambiare look a seconda dello stato d’animo, enfatizzate dal colore principe della prossima stagione: quel Tiziano che nasce in origine come rosso ma che nel corso del tempo ha subito dei cambiamenti per adattarsi all’evolversi dei tempi.

Il secondo quadro si è invece concentrato su un’estetica minimalista che nel corso del tempo è diventata essenzialità, purezza, pulizia delle forme: dal punto di vista moda i riferimenti sono al Silent Luxury, di Rick Owens, Issey Miyake o Damir Doma, tra gli altri, mentre da quello capelli ci si rifà alle linee geometriche alla base della grande scuola di taglio anglosassone. Un trucco concettuale ispirato al neoplasticismo di Mondrian ha fatto da cornice a questo mondo in cui i capelli rappresentano un qualcosa di anomalo, quasi volessero esprimere la forza del carattere che poco si nota nel resto del look: invece di adattarsi all’essenziale si disconnettono creando un punto luce, interpretato con sfumature totali o parziali di blu che rendono vibrante e armonioso il gioco di geometrie presente nel taglio.

L’ultima tappa ha visto la vittoria di un concetto di bellezza fuori dai canoni, più vera e personale, che valorizzi l’essenza di ognuno, più che rifarsi ad uno stereotipo imposto dall’alto. Si tratta di una sorta di anarchia estetica che affonda le sue radici nella più classica delle tradizioni stravolgendone le regole: forme, colori, volumi si sovrappongono, in un nuovo melting pot di cui Alessando Michele per Gucci è stato il profeta. In questo mondo estetico, il difetto diventa unicità e la ricerca del bello passa attraverso ogni mezzo di cui l’uomo dispone, compresi abbigliamento e capelli. Qui si sono visti i lavori più di ricerca, più visionari, più ispirazionali.

Aperitivo, cena di gala e dj set hanno concluso un pomeriggio davvero unico, animato anche dall’intervento di Diego dalla Palma.
ll lunedì mattina è stato interamente dedicato all’educazione, con tre seminari look and learn svolti dai tre grandi stilisti e testimonial Kemon: Alessia Solidani, Richard Thompson, Mauro Galzignato con special guest Diego Dalla Palma.

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