Buongiorno Cari Parrucchierandi, oggi vogliamo raccontarvi una storia Davvero brillante! Quella di Swarovski; attraverso il nostro appuntamento con Kemon e il loro “The Italian Touch White Edition”. L’incotro tra mondo dei capelli, cultura, arte ed eleganza. Buona Lettura!

Sabbia e piombo, una miscela così poco affascinante che nessuno di noi si sognerebbe mai di prestarle attenzione più del tempo necessario a leggerne i nomi. Eppure, quando sabbia e piombo (più quarzo e minerali) in proporzioni assolutamente segrete sono sapientemente miscelati e fusi, e poi tagliati con tecniche e macchinari avanzatissimi, sono in grado di creare la magia del cristallo. Quella sì, capace di incantare i nostri occhi e di attirare la nostra attenzione. Swarovski: celebrating a history of collaborations in Fashion, Jewelry, Performance and Design è il libro che celebra e racconta la straordinaria storia di come i cristalli Swarovski siano diventati l’ingrediente di pregio nelle crea- zioni di designer e marchi ambiti in tutto il mondo.

Era il 1892, quando Daniel Swarovski, tagliatore di vetro e gioielliere boemo, brevettò una macchina da taglio in grado di sfaccettare il cristallo in un modo talmente unico da permettere alla luce di donargli una brillantezza simile al diamante. Più di 120 anni dopo, l’azienda che ha fondato mantiene salde radici nelle tecnologia, ma è diventata un punto di riferimento soprattutto nel campo della moda e dei bijoux, passando per le famosissime figure di cristallo nate per gioco nel 1976, incollando insieme piccole parti di un lampadario, e diventate la passione dei collezionisti di tutto il mondo (oltre 325.000 membri del selettivo Club, da 125 paesi).

Fino ad allora, erano state le collaborazioni nel mondo della moda uno dei core business dell’azienda. Le grandi firme della couture, infatti, hanno sempre utilizzato i cristalli Swarovski per ingannare i nostri occhi, creando punti luce impareggiabili che hanno reso i loro abiti punteggiati di stelle. Ma anche architetti e designer si erano accorti delle potenzialità del cristallo, impiegandolo a profusione per creare oggetti di illuminazione che hanno spostato in avanti l’asticella del possibile.

Anche il mondo del cinema, creatore di sogni per eccellenza, ha sfruttato spesso la capacità dei cristalli Swarowski di rifulgere come diamanti: braccialetti di cristalli erano lanciati da Marylin Monroe mentre cantava Diamonds are a girl’s best friend, ed ammirati da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany. Magia sono poi stati gli oltre 10 metri di sipario fatto di più di 50.000 cristalli dell’abbagliante cerimonia degli Oscar del 2007. Tale il successo che, da allora, la collaborazione fra gli scenografi dell’Academy e l’azienda austriaca non si è più interrotta. Icona e vero pezzo di storia è però l’abito color carne tagliato addosso a una sensualissima Marilyn Monroe che intonava l’indimenticabile Happy Birthday Mr. President a John Kennedy, mentre i riflettori facevano scomparire il tessuto lasciandola vestita solo dei 2.500 cristalli Swarovski ricamati a mano. A volte basta un po’ di luce per fare la storia. Scintillante, da 120 anni.

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