Eccomi giunto all’ultima puntata di “Mai dire piega” in collaborazione con 8th Sense by Elchim.

Abbiamo parlato di tante cose in questo cammino, cercando di sviscerare tutti quegli argomenti che ruotano intorno alla messa in forma dei capelli, oggi vorrei parlarvi direttamente della mia esperienza con 8th Sense.

Negli ultimi 6 mesi, personalmente, ho utilizzato quasi esclusivamente questo phon per le mie creazioni di piega e me ne sono innamorato. Non che non esistano buoni phon in commercio, il mercato è pieno di buoni prodotti, ma con questo phon ho instaurato quasi un dialogo, una complicità.

opinion-leader-elchim-8th-sense1Dal punto di vista maneggevolezza è impareggiabile: leggero, impugnatura ergonomica che permette veloci cambi di impugnatura e poi è compatto con un bilanciamento che non affatica per nulla il braccio. Abbastanza silenzioso, ho provato con il fonometro e lavora a 10 decibel meno degli altri phon che ho in salone, insomma un ottimo phon professionale ben studiato.

Quando però parliamo di performance raggiungiamo il massimo di quello che un parrucchiere come me desidera da un phon, un solo strumento mi permette di lavorare in modo fine e particolareggiato tutte le tipologie di capelli che varcano la soglia del mio salone. Due posizioni di calore e un trimmer che ti permette di modulare sia la potenza del flusso d’aria che la temperatura in modo progressivo. Questo mi ha permesso di trovare la giusta configurazione per ogni persona. Qui non c’è un metodo scritto da applicare, è tutta sensibilità ed esperienza, piccole correzioni mi hanno permesso di ottenere ciò che volevo in ogni situazione. Avete presente quando trattate un capello fine e vi accorgete che, seppur al minimo, la potenza del phon è troppa? Oppure, quando di fronte ad un capello crespo e grosso, il vostro phon non ce la fa.

Io prima avevo tre phon che mi permettevano di lavorare come volevo io, adesso mi tengo stretto il mio 8th Sense….

Grazie Elchim! 

8thsense

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