L’impegno a raggiungere l’eccellenza è ciò che distingue chi fa da chi sogna.

Michelangelo Buonarroti

Nel corso dei decenni il Made in Italy si è affermato come esempio di eccellenza in campi molto diversi fra loro: moda, design, meccanica, cucina. Made in Italy oggi significa garanzia di qualità, creatività, eleganza e savoire faire a prescindere dall’ambito di applicazione. Se nella moda questo concetto si è sviluppato già negli anni 80, nella cucina l’idea di cuoco “star” è diventata popolare solo in seguito, quando gli chef hanno cominciato a salire alla ribalta grazie all’interesse mediatico.

Come è successo per il cuoco, anche il parrucchiere meriterebbe di essere incluso fra le professioni eccellenti e che la bellezza professionale Made in Italy trovasse affermazione e riconoscimento laddove la speciale manualità dell’artigiano si lega a competenze artistiche e imprenditoriali dando vita a degli esempi di pregevolezza e successo.

Il parallelismo fra il mondo dell’alta cucina e quello della coiffeur nasce dal legame fra l’arte del cuoco e quella del parrucchiere che sono accomunate dalla cura dei dettagli, dalla scelta delle materie prime come dei prodotti, dalla attenzione al cliente, dall’obiettivo di suscitare emozioni; nei due mestieri si può intraprendere un percorso similare di maestria.

Nell’ottica di trarre ispirazione da chi ha sempre mirato alla perfezione e di questa ricerca ha fatto la sua bandiera, a novembre circa 200 Hair Stylist Matrix hanno incontrato a Roma lo chef Carlo Cracco in un confronto teso ad esplorare i temi che portano all’eccellenza. Il vicentino Cracco, approdato a Milano passando per la Francia, oggi si divide fra ristoranti stellati, libri, programmi televisivi e copertine di magazine.

Quattro sono gli step esplorati che, in un ristorante come in un salone, elevano lo standard del servizio: la qualità – delle materie prime come dei prodotti utilizzati, dell’esperienza a tavola come quella al lavatesta; il gradimento – ovvero la percezione che il cliente ha dell’ambiente e dell’atmosfera che lo circondano e di conseguenza la probabile recensione che ne scaturirà; l’unicità – nell’accoglienza e nei dettagli; la perfezione – nella cura del cliente che deve essere al centro dell’attenzione.

Lo chef Cracco ha preparato di fronte alla sua platea una insalata all’azoto con contorno di ricci di mare su letto di sale agli aromi, mostrando nella realizzazione come la maestria, la manualità, l’esecuzione e la scenograficità del piatto contribuiscono al raggiungimento di un solo scopo: dare al cliente una esperienza indimenticabile. L’eccellenza, secondo lo chef, è conquistabile a diversi livelli, non importa che si cucini con materie povere o con caviale ed ostriche, l’uso sapiente di ingredienti di qualità eccellente può portare alla perfezione. Questo è il motivo per il quale, rispondendo alle esigenze del mercato, Cracco ha ritenuto che il suo primo ristorante milanese non fosse più sufficiente ed ha deciso di intraprendere l’avventura di

Carlo e Camilla in Segheria, gastro-bistrot in cui le materie di prima qualità incontrano la tradizione in versione contemporanea e i piatti sono realizzati con semplicità e rigore. In maniera similare, nel mondo del coiffage Matrix, indice di eccellenza e qualità non è solo il prezzo medio del servizio, ma l’attitudine e l’attenzione nell’offrire alle clienti una esperienza inconfondibile ed indimenticabile.

“..io sono essenzialmente un cuoco, passo qui dentro sedici ore al giorno, cucinare è un atto d’ amore perché lo fai per gli altri. Vale anche per gli chef: cambia la difficoltà, non l’ atto. Il difficile è capire il cliente, conoscerlo, intuirlo quando si mette a tavola, decidere dopo due parole cosa gli piacerà oppure no. Mi sento un po’ psicologo e un po’ alchimista.”

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