“Come ho portato l’affitto di poltrona-cabina in Italia? Naturalmente facendo gioco di squadra!
Un’idea questa che ho costruito condividendola con amici intimi da prima e poi ufficializzandola con la mia squadra, quella che è la mia presidenza CNA benessere e sanità. Informalmente con l’amico Antonio Marino abbiamo sondato la fattibilità di quello che per me era una visione concreta nel resto d’europa, ma che nel nostro paese era un concetto tabù che tutti bocciavano e che solo un visionario poteva sperare di realizzare.
Si parlava da molti anni di questo sogno “americano” ma nEssuno rusciva ad intravedere come poterlo realizzare. Ho cominciato proponendo ai sindacati nell’ultimo contratto di lavoro un accordo che ci desse la possibilità di poter dare luce insieme questa visione. Non è stato facile per loro , è stato necessario da parte nostra fare una contrattazione di coinvolgimento anche a livello europeo, nel senso che dall’ europa abbiamo fatto si che arrivassero quelle conferme che loro necessitavano per cominciare a credere che questa proposta fosse realmente una pratica comune in europa e non la follia di un visionario. Abbiamo impiegati due tre anni a concludere il dibattito con alti e bassi …si fa …non si fa …siamo andati ben te volte ad un passo dalla firma e poi per motivi contrattuali ci crollava il mondo addosso. Non si firmava. Poi finalmente la schiarita: abbiamo firmato. Il primo tassello era compiuto. Ora per sconfiggere gli scettici , che non mancano mai ,bisognava tendere a realizzare il primo affitto di poltrona in italia a questo ci ha pensato Remo Urti storico funzionario della cna toscana che con un grande e intelligente lavoro e con la giusta interpretazione della nostra legge di settore nel comune di Cascina Pisa ha dato vita al primo esempio di fattibilità di affitto. Ma gli scettici sono sempre in agguato per cui mi sono impegnato, sostenuto dalla cna nazionale a percorrere tutto il territorio nazionale divulgando e incoraggiando le nostre strutture ad impegnarsi sulla fattibilità del progetto affitto poltrona -cabina.
Ho rilasciato interviste abbiamo organizzato convegni e per due anni abbiamo parlato con tutti di questo progetto facendolo diventare un caso nazionale. Bene gli scettici sono stati sconfitti ed oggi importanti citta d’Italia hanno aggiornato i loro regolamenti rendendo fattibile il sogno di un visionario… è cominciata la corsa alla paternità di questa idea. Spuntano come funghi patrigni e matrigne, alcuni prendendosi dei meriti che non hanno, altri criticando la cosa come inutile, e a questi facciamo un invito io, il mio amico Lino Fabbian (confartigianato), Antonio Marino, Brigida Stomaci, Antonio Stocchi, cioè coloro che con me hanno sostenuto e costruito condividendo questa visione e mettendoci con me la faccia:
se oggi Milano Ancona Pescara Napoli ecc. ecc. (il resto del paese su questi esempi presto si adatterà) possono usufruire di questa possibilità è grazie a uomini visionari e non a patrigni e matrigne che non capiscono che quello che noi abbiamo fatto resterà nella storia di questo paese e che se non è perfetto è motivo per i detrattori di impegnarsi a renderlo migliore. Perché, vedete, in qualità di visionario io vi dico che tra dieci anni avremo più affitti di poltrone – cabine che non aperture di piccoli saloni perchè il futuro che ci aspetta è fatto di meno saloni ma più strutturati .
Sempre a disposizione
Savino Moscia presidente nazionale cna benessere e sanità”
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