I capelli sotto il velo: iniziativa di successo in Tunisia

…per la serie ‘quando con ci sono prospettive, trasformiamo i problemi in soluzioni proficue’, ecco una bella notizia che arriva dalla Tunisia dove una professionista donna ha inventato e lanciato con successo una linea per i capelli che stanno sotto il velo!! C’è velo e velo, e lo sanno bene le donne islamiche che, a seconda delle latitudini, ma soprattutto della corrente religiosa cui aderiscono, lo utilizzano con un solo elemento comune: i capelli devono essere rigorosamente coperti. Una consuetudine che nel mondo arabo c’era gia’ prima dell’avvento dell’Islam, che l’ha mutuato, anche se sulla sua obbligatorietà le dispute teologiche restano accese. Poi, a seconda del Paese e, appunto, della corrente islamica, il velo (niqab, hijab, chador, khimar o abaya che si chiami) può coprire completamente il viso, occhi compresi, oppure lasciarlo bene in vista. Ma questo non significa che si trascurino i capelli, che anzi devono essere sempre ben puliti e spazzolati, sebbene poi, alla fine, la loro vista resterà confinata nell’ambito stretto della famiglia. Ma sotto il velo i capelli hanno bisogno di vivere, respirare e questo, per secoli, così almeno dicono le donne arabe, è stato un problema. Che però ora, come insegnano le leggi dell’economia, può essere sfruttato per creare reddito. E qui sta l’idea di una intraprendente tunisina, Iness Gabsi, che si è lanciata nel business della cosmetica specificamente per i capelli delle donne...

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