Ve ne avevamo parlato a inizio quarantena, ma le cose non sono cambiate molto: il fenomeno dell’abusivismo continua a dilagare facendo chiedere a gran voce alla categoria di parrucchieri e barbieri la possibilità di riaprire il 4 maggio.
C’è chi propone prestazioni a domicilio, chi passeggia per strada con capelli visibilmente appena fatti da un parrucchiere, chi apre sottobanco… le segnalazioni di comportamenti scorretti piovono in tutta e Italia, ma non si tratta solo di concorrenza sleale, si tratta anche di ulteriore rischio di contagio in un momento ancora molto delicato.

Salvatore Seccia, presidente Espam (scuola di parrucchieri ed estetisti aperta a Milano nel 1953), vicepresidente Anam (Accademia nazionale acconciatori misti) ne parla con il quotidiano Il Giorno chiedendo “ai nostri governanti, dal premier Giuseppe Conte al ministro della Salute Roberto Speranza, contro l’abusivismo che sta rovinando tutti noi seri professionisti, che siamo a casa già da due mesi e rispettiamo le regole. Il lavoro abusivo sta crescendo a dismisura creando anche potenziali situazioni di contagio”.

La richiesta è dunque quella di poter riaprire al più presto, naturalmente rispettando tutte le norme sanitarie e le precauzioni necessarie, dai guanti alle mascherine, dal materiale monouso alla igienizzazione continua, utilizzo di copri poltrone e ingresso ai clienti in modo scaglionato e con appuntamento.

L’appello di Seccia si unisce a quello di Confartigianato per cui un ulteriore blocco porterebbe ingenti danni economici per le micro e piccole imprese, un disagio crescente tra i cittadini privati dei servizi alla persona e, non ultimo, un aumento dell’abusivismo, fenomeno che andrebbe contrastato inasprendo le sanzioni e intensificando i controlli.

Aspettiamo, dunque, i prossimi giorni per vedere se le richieste verranno accolte e se ci saranno buone notizie per parrucchieri e barbieri!

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