Amici Parrucchierandi, qualche giorno fa abbiamo letto un interessante articolo sul sito ecocentrica.it, che vogliamo condividere con voi, e in cui si parla di tinte per capelli e di ingredienti “pericolosi” in esse contenuti, in particolare ne vengono identificati 5. Leggetelo e fateci sapere cosa ne pensate!
La tinta per i capelli, infatti, è uno dei prodotti più utilizzati dalle donne italiane, che sia per cambiare look e per coprire i capelli bianchi, ma ultimamente sono spesso “sotto processo” per via di ciò che contengono (secondo gli esperti oltre 5.000 ingredienti chimici) e l’utente finale è spinto a cercare prodotti più eco e naturali, rivedendo appunto le proprie abitudini.

Ma il problema non è solo l’ammoniaca, che è quello forse più noto, ma anche altre sostanze che possono portare ad allergie, problemi cutanei e nei peggiori casi alcune ricerche hanno evidenziato una correlazione con alcuni tipi di tumore. Le migliaia di componenti di sintesi che costituiscono una tintura, infatti, non si fermano solo al capello, ma penetrano nel bulbo e vengono assorbite dall’organismo. Ma vediamo allora quali sono i 5 ingredienti più nocivi contenuti nelle tinte per capelli.

1) AMMONIACA (e sostituti).

E’ utilizzata per aprire le squame del capello, in modo da far penetrare il colore, ed è una delle principali responsabili di reazioni allergiche. Ormai moltissimi brand hanno lanciato colorazioni senza ammoniaca, ma spesso il problema non si risolve in quanto l’ammoniaca viene sostituita dalla monoetanolammina, una sostanza ancora peggiore, secondo Fabrizio Zago, esperto di chimica, perché senza odore, quindi difficile da riconoscere, ed è nociva se ingerita, inalata e a contatto con la pelle.

2) PARA-FENILENDIAMMINA (PPD)
Altro componente problematico è la PPD, utilizzata come reagente per il colore: è uno dei più potenti allergeni da contatto. Il rischio, in questo caso, non è solo per donne che tingono i capelli, ma anche per il parrucchiere che ne è costantemente esposto, anche se utilizza regolarmente i guanti. La legge europea, infatti, ha stabilito che la sua concentrazione non può superare il 2% del prodotto, ma anche in questo caso viene spesso sostituta dai suoi derivati, con i medesimi effetti.

3) TOLUENE-2,5 DIAMINE SULFATE (PTD)
Appartiene alla stessa famiglia della PDD: le fenilendiammine. Anche questo è un potente allergene nonché una molecola tossica e nociva sia per inalazione che per contatto con la pelle, e sospettata di essere cancerogena.

4) RESORCINA
Ben peggiore del toluene è il benzene, classificato invece da IARC come cancerogeno di tipo 1 (il gruppo dei cancerogeni certi per l’uomo); non solo, è irritante per la pelle, gli occhi e l’apparato respiratorio. Dal benzene è ricavata la resorcina (o resorcinolo), indispensabile per il processo di colorazione e quindi spesso contenuta nelle tinte per capelli: l’assorbimento da parte dell’organismo è collegato a diversi effetti collaterali, allergie in primis, ma anche una probabile interferenza col sistema endocrino. Come se non bastasse, è altamente inquinante e persistente nell’ambiente.

5) FORMALDEIDE
La situazione in questo caso è più insidiosa, perché è difficile scoprirne la presenza leggendo l’INCI. Non troverete mai la formaldeide in etichetta, perché è una sostanza classificata come cancerogeno di tipo 1 dal 2004, perciò la sua introduzione come ingrediente puro nei cosmetici è vietata dalla Commissione Europea; eppure, potrebbe comunque essere presente. Il motivo è che sono invece ancora ammessi alcuni conservanti cessori di formaldeide, che significa che potrebbero rilasciarne decomponendosi: vengono ritenuti sicuri perché la quantità sarebbe molto bassa.

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