Cari amici, apriamo la settimana con una bella ricerca promossa da Palmolive su come le donne italiane intendono il benessere. Non parliamo esattamente di capelli, ma penso che conoscere un po’ meglio le nostre clienti non possa farci che bene! Wink

 

Cos’è, oggi, un rituale? Quali sono, secondo le italiane, i “piccoli riti” che permettono di raggiungere uno stato di benessere fisico e mentale?

Palmolive, noto brand con una storica esperienza nei prodotti per la cura del corpo, ha voluto indagare questa dimensione realizzando la ricerca “I rituali di benessere delle italiane”*. Una survey pensata per celebrare il “Mondo di Piacevoli Esperienze Palmolive” composto da bagnoschiuma,  docciaschiuma e saponi ricchi di fragranze ed ingredienti in grado di  trasportare i sensi in un viaggio tra profumi che rimandano a terre esotiche o a magici luoghi più vicini, per regalarsi – nella tranquillità di casa propria – un rituale di benessere che coinvolge corpo e mente.

 La ricerca si è svolta su un campione rappresentativo di donne tra i 25 e i 45 anni ed ha fatto emergere le principali considerazioni delle donne italiane in merito ai propri rituali, considerati come atti capaci di avere un’influenza positiva totalizzante, approfondendo la tematica sia da un punto di vista psicologico sia comportamentale con particolare riguardo agli aspetti legati al benessere ed alla cura del corpo.

Tra le attività considerate dalle intervistate un rituale di benessere o coccola personale, la maggioranza (27%) dichiara che trovare il tempo per fare un bel viaggio almeno una volta all’anno costituisca un “rito vero e proprio”.  Un dato interessante è la stretta correlazione tra il concetto di “benessere per corpo e mente” ed il viaggio:  ben il 62,5% delle intervistate dichiara che, tra i fattori di scelta di una destinazione, ci sia la possibilità di provare un trattamento di benessere tipico della località, per immergersi nei “rituali del luogo”.

Approfondendo tale aspetto, si scopre quali rituali di benessere dal mondo sono i più conosciuti ed apprezzati. Al primo posto, a livello di conoscenza (82,5%,) troviamo i rituali con i Sali del Mar Morto che richiamano le atmosfere delle spa; seguono i trattamenti ayurvedici tipici delle lontane terre dell’India; quelli a base di Olio di Oliva che richiamano alla memoria il Mediterraneo; quelli a base di Burro di Karité, segreto di bellezza delle donne indigene dell’Africa; quelli aromaterapici stimolanti per i sensi tipici degli hammam marocchini che, pur non essendo tra i più conosciuti, sono i più apprezzati; quelli a base di Mandorla, molto diffusi nei massaggi thailandesi; quelli aromaterapici rilassanti e quelli a base di Latte caratteristici delle località montane.

Questi risultati indicano chiaramente come per le italiane esista una stretta connessione tra il concetto di rituale e i momenti dedicati alla cura del proprio corpo. E’ infatti alta la convinzione in oltre la metà delle intervistate (72,6%) che dedicarsi al benessere del corpo porti benefici tangibili anche a livello mentale. In particolare, la maggioranza delle donne intervistate (73%) considera il tempo dedicato alla cura del corpo un vero e proprio rituale di benessere piuttosto che un’abitudine necessaria: questi momenti, nella maggior parte dei casi (70,6%), sono vissuti come una coccola strettamente personale, un “me moment” piuttosto che un momento di condivisione con il partner o le amiche.

I rituali di benessere hanno, quindi, un terreno comune con l’idea di bellezza; una bellezza vissuta non come stereotipo o mera apparenza esteriore ma piuttosto come uno stato mentale. Per il 60,9% delle intervistate, infatti, essere bella significa sentirsi bella e a proprio agio con se stessa e per il 40,6% trovarsi in uno stato di assoluta armonia tra corpo e mente.

Tra i trattamenti associati a queste valenze di cerimonia di benessere per corpo e mente cui le donne italiane si dedicano più spesso, c’è l’idratazione (indicata dal 72,8%) e vissuta come un rito irrinunciabile da eseguire prevalentemente tutti i giorni nella tranquillità della propria casa. Seguono manicure, scrub viso/corpo e maschere viso/capelli (segnalati rispettivamente dal 59,1%, 58,1% e 54,6%) che sono effettuati, nella maggior parte dei casi, una volta a settimana e – anche in questo caso – nella calma della propria abitazione. Praticati anche i massaggi (dal 22,8% delle intervistate) e i trattamenti di benessere a base di ingredienti naturali (dal 10,25% del campione) con una frequenza media di una volta al mese. Per queste ultime due voci, la maggioranza delle intervistate (i ¾) preferisce recarsi presso un centro benessere specializzato almeno una volta all’anno.

Infine, quali sono gli altri rituali di benessere delle italiane? Dopo il viaggio, eletto come il rituale per eccellenza, al secondo posto (22,8% di preferenze) troviamo il concedersi una doccia o un bagno rigenerante per ritrovare il benessere interiore. È la doccia ad essere preferita al bagno dal 70% delle intervistate; la tipologia di doccia prediletta (dal 45,6%) è quella a base di prodotti cremosi che nutre la pelle e la avvolge in una soffice carezza, segue quella con prodotti a base di ingredienti naturali (preferita dal 22,2%), quella ispirata al mondo spa (scelta dal 16,6%) e quella all’aromaterapia (segnalata dal 15,6%). La classifica dei rituali prosegue con le piccole gratificazioni che ci si concede di tanto in tanto: soddisfare il palato con qualcosa di dolce (scelto dal 21,9%) e naturalmente lo shopping (preferito dal 20%) vissuto come il saper far a se stesse un piccolo regalo – come una maglietta o un prodotto per il make up – per sentirsi più belle. Non mancano anche rituali più rilassanti come leggere un libro prima di addormentarsi, fare una passeggiata all’aria aperta, chiacchierare con le amiche, rilassarsi ascoltando la musica preferita o guardando il programma TV preferito oppure mettere la sveglia dieci minuti in anticipo per sonnecchiare ancora un po’ nel letto prima di affrontare la giornata.

 

*Ricerca “I rituali di benessere delle donne italiane” realizzata da Palmolive – in giugno 2012 – su un campione rappresentativo di donne italiane tra i 25 e i 45 anni. Le interviste sono state auto-compilate online dalle intervistate (CAWI – Computer Assisted Web Interview) e realizzate avvalendosi del panel di proprietà LightSpeed (600 interviste totali).

Commenti