Il decreto rilancio è molto articolato essendo composto da 265 articoli e potrebbe essere modificato in sede di conversione in legge, la circolare ha riassunto gli articoli principali.

Esclusione dei versamenti IRAP – (art. 24)
I contribuenti con ricavi o compensi non superiori a 250 milioni di euro sono esclusi dall’obbligo di versamento:
•del saldo IRAP relativo al periodo di imposta in corso al 31.12.2019;
•della prima rata dell’acconto IRAP relativo al periodo di imposta successivo (2020).
Rimane fermo il versamento dell’acconto dovuto per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2019.

Contributo a fondo perduto per imprese e lavoratori autonomi (art. 25)
Viene riconosciuto un contributo a fondo perduto alle imprese (anche in forma di società e alle imprese agricole) e ai titolari di reddito di lavoro autonomo con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro.
Sono esclusi: •i soggetti iscritti alla gestione separata INPS (soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità di cui all’art. 27 del DL 18/2020 di 600 euro); •i lavoratori dello spettacolo; • professionisti iscritti ad un Ordine.
Il contributo spetta a condizione che fatturato/corrispettivi di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 rispetto a quello di aprile 2019.
L’ammontare del contributo è calcolato applicando una percentuale alla differenza tra il fatturato di aprile 2020 e aprile 2019:
– 20% per soggetti con ricavi/compensi 2019 non superiori a 400.000,00 euro;
– 15% per soggetti con ricavi/compensi 2019 compresi tra 400.000,00 e 1 milione di euro
– 10% per i soggetti con ricavi/compensi 2019 tra 1 e 5 milioni di euro.
È previsto un contributo minimo, pari a:
•1.000,00 euro per le persone fisiche;
•2.000,00 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche
Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, i soggetti interessati devono presentare, anche tramite intermediari abilitati, un’apposita istanza all’Agenzia delle Entrate, con l’indicazione della sussistenza dei requisiti sopra definiti. Il contributo a fondo perduto è corrisposto dall’Agenzia delle Entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario.

Credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda (art. 28)
Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione con ricavi/compensi 2019 inferiori a 5 milioni di euro spetta un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, leasing o concessione, di immobili ad uso non abitativo destinati all’attività (30% in caso di affitto d’azienda).
I locatari devono aver subito un calo di almeno il 50% del fatturato nel mese di riferimento 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente nei mesi di marzo, aprile e maggio.
Il credito d’imposta è riconosciuto dopo l’effettivo pagamento dei canoni, è utilizzabile in dichiarazione dei redditi o in compensazione nel modello F24 e può essere ceduto ad altri soggetti (art. 122 del DL 34/2020).
Fondo ecobonus (art. 44)
Il fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2 g/km (art. 1 co. 1041 della L. 30.12.2018 n. 145) è incrementato di 100 milioni di euro per l’anno 2020 e 200 milioni per l’anno 2021.

Super-ammortamenti 2019 – Proroga al 31.12.2020 (art. 50)
In considerazione della situazione emergenziale, per fruire con “prenotazione” dei super-ammortamenti di cui all’art. 1 del DL 34/2019, il termine “lungo” per l’effettuazione dell’investimento è prorogato dal 30.6.2020 al 31.12.2020.
Nuove indennità per autonomi e dipendenti (art. 84)
Sono rifinanziate per i mesi di aprile e maggio 2020 le indennità per lavoratori autonomi, imprenditori, collaboratori coordinati e continuativi ed alcune categorie di lavoratori, già previste per il mese di marzo 2020.
L’indennità per il mese di aprile 2020 è riconosciuta nella misura di 600,00 euro, appartenenti alle seguenti categorie: •lavoratori autonomi e collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione separata INPS; •lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni dell’INPS (artigiani, commercianti, coltivatori diretti); •lavoratori dipendenti stagionali e lavoratori in somministrazione del settore del turismo; •lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo; •lavoratori stagionali, lavoratori intermittenti, lavoratori autonomi occasionali e incaricati alle vendite a domicilio. Per i soggetti che hanno già ricevuto dall’INPS l’indennità relativa al mese di marzo 2020, quella per il mese di aprile sarà erogata automaticamente, senza necessità di presentare ulteriore domanda.

L’indennità per il mese di maggio 2020 è erogata solo ad alcune categorie e con importi variabili. L’indennità è incrementata a 1.000,00 euro per : •collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione separata INPS che abbiano cessato il rapporto di lavoro al 19.5.2020; •lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata INPS che abbiano subito una riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019 (il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute); •lavoratori dipendenti (anche in somministrazione) del settore del turismo e degli stabilimenti balneari che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra l’1.1.2019 e il 17.3.2020. Per le altre categorie, l’indennità è replicata in 600,00 euro, con la sola eccezione degli operai agricoli a tempo determinato e degli iscritti alle Gestioni speciali dell’Inps (artigiani e commercianti) ai quali, per il mese di maggio, non è riconosciuta alcuna indennità a carattere personale. Termine per la presentazione delle domande per le indennità per marzo 2020 è il 3.6.2020.

Contributo a fondo perduto per l’attuazione di misure anti-contagio (art. 95)
l’INAIL promuove interventi straordinari destinati alle imprese che, successivamente alla data di entrata in vigore del DL 18/2020 (conv. L. 27/2020), abbiano adottato misure per la riduzione del rischio di contagio. Soggetti beneficiari:
•alle imprese, anche individuali, iscritte al registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane;
•alle imprese agricole iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese; •alle imprese agrituristiche; •alle imprese sociali (DLgs. 112/2017) iscritte al registro delle imprese.
Misura e modalità di accesso al contributo Il contributo massimo concedibile varia in base al numero dei dipendenti dell’impresa, ed è pari a:
•15.000,00 euro, fino a 9 dipendenti;
•50.000,00 euro, da 10 a 50 dipendenti;
•100.000,00 euro, con più di 50 dipendenti. L’assegnazione del contributo avviene con procedura automatica ai sensi dall’art. 4 del DLgs. 123/98, in ragione della quale il contributo dovrebbe essere concesso successivamente alla presentazione di apposita domanda e secondo l’ordine cronologico di presentazione

Interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus) – Detrazione del 110% (art. 119)
La detrazione nella misura del 110%, per le spese sostenute dal-l’1.7.2020 al 31.12.2021, spetta per i seguenti interventi di riqualificazione energetica:
•interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% (limite massimo di spesa 60.000,00 euro);
•interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione (limite massimo di spesa 30.000,00 euro);
•interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, (limite massimo di spesa 30.000,00 euro). L’aliquota del 110% si applica anche a tutti gli altri interventi di riqualificazione energetica di cui all’art. 14 del DL 63/2013 (ad esempio, l’installazione di pannelli o schermature solari), nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento ed a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi sopraelencati. L’agevolazione è ripartita in cinque quote annuali di pari importo.
Impianti solari fotovoltaici – Detrazione del 110% (art. 119)
Per le spese sostenute dall’1.7.2020 al 31.12.2021, la detrazione IRPEF prevista dall’art. 16-bis co. 1 del TUIR per gli interventi di recupero edilizio spetta nella misura del 110%, per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici ai sensi dell’art. 1 co. 1 lett. a), b), c) e d) del DPR 412/93, se è stato eseguito congiuntamente uno degli interventi di riqualificazione energetica o antisismici che consentono di beneficiare della detrazione al 110%
Cessione della detrazione e sconto sul corrispettivo (artt. 119 e 121)

I soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per determinati interventi possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:
•per lo sconto in fattura;
•per la cessione della detrazione.
Tipologie di interventi agevolati La possibilità di cedere la detrazione fiscale o di optare per lo sconto sul corrispettivo riguarda gli interventi di: •recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis co. 1 lett. a) e b) del TUIR; •riqualificazione energetica di cui all’art. 14 del DL 63/2013, com-presi quelli per i quali spetta la detrazione nella misura del 110%; •adozione di misure antisismiche di cui all’art. 16 co. da 1-bis a 1-septies del DL 63/2013, compresi quelli per i quali compete la detrazione del 110%; •recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui all’art. 1 co. 219 – 223 della L. 160/2019 (c.d. “bonus facciate”); •installazione di impianti solari fotovoltaici di cui all’art. 16-bis co. 1 lett. h) del TUIR, compresi quelli per i quali spetta la detrazione nella misura del 110%; •installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici
Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro (art. 120)
Per i soggetti esercenti attività d’impresa in luoghi aperti al pubblico di cui all’Allegato 1 al DL 34/2020 (bar, ristoranti, alberghi, cinema, musei) è previsto un credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per gli interventi necessari alla riapertura in sicurezza degli esercizi aperti al pubblico, nei limiti di 80.000,00 euro per beneficiario. Il credito d’imposta può essere: •utilizzato nel 2021 in compensazione nel modello F24; •ceduto ad altri soggetti ai sensi dell’art. 122 del DL 34/2020.
Cessione dei crediti d’imposta (art. 122)
Fino al 31.12.2021, i soggetti beneficiari dei crediti d’imposta di seguito elencati possono, in luogo dell’utilizzo diretto, optare per la cessione, anche parziale, degli stessi ad altri soggetti (inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari). Si tratta delle seguenti agevolazioni: •credito d’imposta per botteghe e negozi (art. 65 del DL 18/2020 conv.); •credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda (art. 28); •credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro (art. 120); •credito d’imposta per sanificazione degli ambienti di lavoro e acquisto di dispositivi di protezione (art. 125). L’opzione deve essere effettuata in via telematica con modalità che saranno stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro (art. 125)
Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, e agli enti non commerciali viene riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per:
•la sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti utilizzati nell’ambito dell’attività lavorativa; •l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi rivolti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.
Entro 30 giorni sarà emanato un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per definire i criteri per ottenere il credito d’imposta che spetta fino a un massimo di 60.000,00 euro per ciascun beneficiario. Il credito d’imposta può essere: •utilizzato direttamente in dichiarazione dei redditi o in compensazione nel modello F24; •ceduto ad altri soggetti ai sensi dell’art. 122 del DL 34/2020.
Effettuazione dei versamenti sospesi e versamento delle ritenute non operate (artt. 126 e 127)
In relazione a tutti i soggetti che beneficiano della sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, i versamenti sospesi nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020 devono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi:
•in un’unica soluzione entro il 16.9.2020;
•oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, a decorrere dal 16.9.2020.

Proroga della rideterminazione del costo fiscale dei terreni e delle partecipazioni non quotate (art. 137)
È disposta la proroga della possibilità di rideterminare il costo fiscale delle partecipazioni non quotate e dei terreni (agricoli e edificabili), suscettibili di produrre plusvalenze ai sensi dell’art. 67 co. 1 lett. da a) a c-bis) del TUIR, allorché tali beni vengano ceduti a titolo oneroso. Per avvalersi della nuova rivalutazione, sarà necessario possedere il terreno o la partecipazione alla data dell’1.7.2020. Entro il successivo 30.9.2020, occorrerà: •la redazione e il giuramento di un’apposita perizia di stima, da parte di un soggetto abilitato; •procedere con il versamento in autoliquidazione di un’imposta sostitutiva con aliquota unica dell’11% sul valore periziato.

Avvisi bonari – Sospensione pagamenti (art. 144)
I pagamenti derivanti da avvisi bonari, emessi a seguito di liquidazione automatica o controllo formale della dichiarazione, se il termine per il versamento scade dall’8.3.2020 al 31.5.2020, vanno eseguiti entro il 16.9.2020. Il versamento può avvenire in unica soluzione oppure in 4 rate mensili di pari importo, senza aggravio di sanzioni e interessi, vale anche per le rate che scadono dall’8.3.2020 al 31.5.2020, mentre rimane invariato il termine di pagamento delle rate che scadono in momenti successivi.

Avvisi di liquidazione e di recupero dei crediti d’imposta – Sospensione dei pagamenti e postergazione del termine per il ricorso (art. 149)
I pagamenti derivanti da taluni avvisi di liquidazione (fabbricati non iscritti in Catasto, omessa registrazione, omesso versamento) e da avvisi di recupero del credito d’imposta, se il termine per il versamento scade dal 9.3.2020 al 31.5.2020, vanno eseguiti entro il 16.9.2020. Il versamento può avvenire in unica soluzione oppure in 4 rate mensili di pari importo, senza aggravio di sanzioni e interessi. Relativamente agli atti non espressamente indicati dall’art. 149 del DL 34/2020, non opera alcuna sospensione, né dei pagamenti né dei termini per il ricorso (per i termini processuali, opera la generale sospensione dal 9.3.2020 all’11.5.2020 ex art. 83 del DL 18/2020).

Cartelle di pagamento e altri atti – Sospensione pagamenti (art. 154)
Le cartelle di pagamento che scadono dall’8.3.2020 al 31.8.2020 possono essere pagate entro il 30.9.2020. Comunque, si ritiene possibile presentare la domanda di dilazione delle somme. Lo stesso vale per gli atti di accertamento doganali e per gli accertamenti esecutivi in tema di tributi locali, nonché per gli avvisi di addebito INPS. Anche le rate da dilazione dei ruoli che scadono dall’8.3.2020 al 31.8.2020 dovrebbero essere soggette alla proroga, dovendo quindi essere pagate entro il 30.9.2020.

Dilazione delle somme iscritte a ruolo (art. 154)
I piani di dilazione in essere all’8.3.2020, e quelli richiesti sino al 31.8.2020, decadono con il mancato pagamento non di 5 rate, ma di dieci, anche non consecutive
Rottamazione dei ruoli e saldo/stralcio – Sospensione (art. 154)
Relativamente alla rottamazione dei ruoli (artt. 3 e 5 del DL 119/2018) e al saldo e stralcio degli omessi versamenti, tutte le rate in scadenza nel 2020 possono essere pagate entro il 10.12.2020. Il pagamento delle rate deve avvenire entro la data indicata senza possibilità di dilazioni, e non si applica la tolleranza dei 5 giorni. Inoltre, per le rottamazioni decadute in ragione di inadempimenti verificatisi sino al 31.12.2019, ferma restando la decadenza è possibile chiedere la dilazione ai sensi dell’art. 19 del DPR 602/73.

Avvisi bonari – Sospensione (art. 157)
Non si procede all’emissione e alla notifica di avvisi bonari sino al 31.12.2020. L’emissione avverrà dall’1.1.2021, e da tale data alla notifica non si applicano gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo.
Esenzione di TOSAP e COSAP per le imprese di pubblico esercizio (art. 181)
Sono esonerate dal pagamento della TOSAP e del COSAP le imprese di pubblico esercizio di cui art. 5 della L. 287/91, titolari di concessioni o di autorizzazioni di suolo pubblico a partire dall’1.5.2020 al 31.10.2020. Dall’1.5.2020 al 31.10.2020, non è dovuta l’imposta di bollo sulle domande di nuove concessioni per l’occupazione del suolo pubblico ovvero di ampliamento delle superfici già concesse, presentate per via telematica, mediante istanza all’ufficio competente dell’ente locale, con allegata la sola planimetria in deroga al DPR 160/2010.

Credito d’imposta per investimenti pubblicitari 2020 – Ulteriore incremento (art. 186)

Per il 2020, il credito d’imposta per investimenti pubblicitari è aumentato dal 30% al 50% del valore degli investimenti complessiva-mente effettuati nel 2020, nel rispetto del tetto massimo di spesa per l’anno 2020 pari a 60 milioni di euro (art. 57-bis co. 1-ter del DL 50/2017, introdotto dall’art. 98 del DL 18/2020 convertito)

Misure per incentivare la mobilità sostenibile – Buono mobilità (art. 229)
Buono mobilità: •dal 4.5.2020 al 31.12.2020, “buono mobilità” per l’acquisto di biciclette o di determinati mezzi elettrici o per l’utilizzo di servizi di mobilità condivisa ad uso individuale, pari al 60% della spesa sostenuta ma nel limite di 500,00 euro; • “buono mobilità” a seguito della rottamazione di mezzi (dal 1.1.2021 al 31.12.2021) da utilizzare per il successivo riacquisto entro 3 anni di biciclette o di determinati mezzi elettrici o di servizi per la mobilità.

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