La calvizie è, da sempre, uno dei più grandi crucci dell’uomo. Sempre più spesso, ad esserne colpiti sono individui giovani e anche fra le donne il fenomeno non è più così raro. Ad essi si aggiungono tutti gli individui che perdono i capelli per motivi di salute o perché si sottopongono a cicli di chemioterapia.

Da anni medicina, farmacologia e cosmetica hanno tentato di elaborare una soluzione a questo problema ricorrendo al trapianto e a metodi meno invasivi (come i parrucchini) o somministrando farmaci che ne ritardano la caduta.

Nessuno, però, ha mai trovato la cura in grado di riportare la chioma al suo stato originario.

Fino ad oggi, almeno.

Alcuni scienziati americani, infatti, hanno scoperto per caso un peptide in grado di ripristinare i follicoli morti e riattivare la naturale crescita del capello generando anche una nuova pigmentazione, più scura della precedente.

I test, eseguiti su cavie di laboratorio, hanno dato esiti sbalorditivi. 

Presto la sintetizzazione del farmaco.

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