Perché i futuri adulti non prendono in considerazione l’opportunità di svolgere il  o i mestieri artigiani?

Come mai si pensa a noi come una categoria di seconda classe, perché si pensa che la cultura non possa trovare terreno fertile nei mestieri così detti umili io sostengo NOBILI.

Come mai i futuri adulti non prendono in esame l’ipotesi che grazie alla scolarizzazione i mestieri possono ritrovare una nuova strada maestra e una proiezione per il domani?

La trasformazione sociale ed economica in atto ci impone di non trascurare più nessuna opportunità per rilanciare l’economia e direi che nessun “campo” lavorativo ne è escluso.

Non posso permettermi un’analisi socio-comportamentale dei giovani ma, riflessioni in merito credo di poterne esprimere.

Una società con il culto del lavoro da impiegato è oramai storia. Una società che non ha quasi mai incrociato la scuola con i mestieri è  da rivedere per creare una nuova opportunità. Trasformazioni sociali dove essere disoccupati, il più delle volte diventa un mestiere, significa avere il welfare familiare a disposizione. Una società dove l’iconografia del vivere è “minimo sforzo, massimo risultato”, dove fregare è figo, dove farsi è cool, dove il gruppo di appartenenza ha ed è giudizio insindacabile, dove essere è quasi inutile, è l’apparire che conta. Strano è che su quest’ultimo punto ci si ritrova a essere inneggiati  come esperti di stile, di moda ma, solo come servizi da acquistare e non come professionisti da imitare. Certo è che l’ignoranza e la “paura” del vivere del saper vedere il futuro fa si che più di ieri ci si rifugge in ciò che si crede di conoscere  per sentito dire e vale essere  emulato. Non essendoci familiari disponibili a far continuare attività lavorative che non rientrano nei canoni di riconoscibilità,  diventa difficoltoso far sopravvivere i mestieri.

Gli adulti devono smetterla di argomentare il futuro come se non fosse argomento del presente e devono allearsi e accompagnare i ragazzi, ai quali bisogna restituire per”legge” il diritto del sacrificio e del senso di responsabilità. Fare un passo indietro può significare poter cambiare rotta e se mi è concesso, forse avere ragazzi in apprendistato senza che diventi un’onta per loro e senza che divenga  esercizio  burocratese insostenibile. Nella società del fare,  non era il denaro che stabiliva un valore di apprendistato ma, la qualità dell’esser messo nelle condizioni di apprendere per diventare un concorrente leale. Socialmente  si considera lo studio come uno status sociale superiore al mondo dei servizi artigianali (come il nostro),si considera la fatica appartenere ad un’era alla quale noi non apparteniamo, ma chi sa perché gli unici che si stanno creando un futuro sono coloro i quali non fanno meno di 10/12 ore lavorative al giorno e, sono coloro  che hanno scelto di dedicarsi a lavori così detti umili. Gli artigiani sono stati i” Cinesi d’Europa” per anni e,  ciò  ha prodotto un allargamento della base del benessere  alla quale proprio i più giovani hanno attinto a piene mani pensando insieme agli adulti che nulla sarebbe cambiato. Stabilito che le COSE CAMBIANO, forse è il caso che ri-cambiamo anche noi. Avendo un vissuto, avendo tanta esperienza in merito al mestiere ed essendo uno storico del medesimo,  mi permetto di ricordare che l’essere umano cambia e si evolve ma, l’educazione al senso pratico , al senso di responsabilità e al senso di sacrificio sociale sono un po’ come la fisiologia umana, soggette a metamorfosi molto ma molto lente. Esistono strumenti sociali che non possono e non devono “cambiare” nei contenuti perché la società possa considerarsi ETICA, l’essere umano ha necessità di riconoscere atteggiamenti comuni così da poter vivere con più tranquillità. La tranquillità non deve significare rilassamento tutt’altro, deve significare fiducia ed è su questa base che invito gli studenti di materi letterarie , umanistiche e anche tecniche a provare ad avvicinarsi al nostro mondo , a guardarlo da dentro e con la speranza che qualcuno possa innamorarsene, di certo gli altri impareranno a rispettarlo con più consapevolezza .Nel concreto capisco che i mestieri artigiani sono sacrificati a tanto lavorare e a una resa  economica“normale,”aggiungo a grandi investimenti e sacrifici. Per ciò che riguarda  normative, inquadramenti fiscali, posizioni da ricoprire all’interno dei negozi , vorrei ricordare che nella vita se sai sei , se non sai non sei, di conseguenza ci si può onorare di ricercare il proprio ideale di sistemazione lavorativa o tendere verso l’opportunità dell’imprenditoria. Vorrei ricordare ai futuri adulti che una società senza una piattaforma lavorativa fatta da artigiani o contadini , non può permettersi il lusso dell’evoluzione, perché se notate l’evoluzione è sviluppata proprio su questi due elementi primari. Un piccolo suggerimento a chi può scegliere i percorsi burocratici: per tutti gli studenti bisognerebbe creare il CODICE IVA legato al codice fiscale .Ciò permetterebbe di far si che chi lo desidera possa presentarsi non come lavoratore ma come osservatore nelle strutture che ne diano disponibilità al comune di appartenenza per dare la facoltà di comprendere. Superate un certo numero di presenze grazie al codice iva il giovane che lo desidera può iscriversi presso le scuole professionali non dal primo anno ma direttamente dal secondo se questi sono tre. Un esempio che non ritengo giusto ne sbagliato, ma che ritengo necessario come queste mie riflessioni da far sapere ai futuri adulti, cosi che si accorgano che abbiamo necessità della loro collaborazione per entrare nel futuro. Futuro che  in termini di comunicazione, ricerca, è già presente e ammettiamo grazie all’utilizzo della tecnologia i ragazzi ci surclassano e stabiliscono nuove regole alle quali è nostro dovere adeguarsi sia per sopravvivere che per comunicare con loro. 

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