Non solo responsabile ma anche in prima linea per combattere l’emergenza.

L’associazione di categoria riconferma il proprio impegno per garantire la produzione e la distribuzione dei prodotti cosmetici indispensabili per l’igiene. E’ fondamentale che i saloni di acconciatura e i centri estetici non chiudano ma proseguano in sicurezza: ambienti normati da protocolli anti-contagio e ingressi contingentati su appuntamento.

“In questa situazione di grave emergenza e con pieno spirito di responsabilità, la nostra industria – commenta il presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorottinon si è mai tirata indietro e ha lavorato con grande impegno per garantire, senza interruzioni, l’accesso ai beni essenziali di igiene personale e la fruizione dei servizi di cura alla persona secondo i più alti standard di sicurezza. Per questo vuole scongiurare una nuova eventuale chiusura dei canali di vendita dei prodotti cosmetici e di igiene personale, dei saloni di acconciatura e dei centri estetici”.

L’intero comparto cosmetico nazionale, consapevole di quanto i prodotti di igiene personale rappresentino un bene fondamentale per contrastare l’emergenza sanitaria, si dimostra ancora una volta molto responsabile promuovendo le tre semplici azioni fondamentali per limitare la diffusione dei contagi: distanziamento sociale, mascherina e igiene delle mani.

La prosecuzione in sicurezza dei servizi di cura persona, quali saloni di acconciatura ed estetica, è stata garantita in queste settimane e in questi mesi, grazie ai rigidi protocolli anti-contagio legati all’emergenza Covid, che si sono sommati alle già severe norme a tutela della salute e del benessere dei clienti di questi esercizi. Non sarà un caso se non si hanno notizie di focolai sviluppatisi in questi ambienti.

Come noto, infatti, già dalla riapertura del 18 maggio, in seguito all’interruzione legata al lockdown, queste attività non presentano rischi di assembramento, grazie al contingentamento degli ingressi, fissati su appuntamento.
Come anche noi abbiamo ripetuto già diverse volte, interrompere queste attività, inoltre, porterebbe ad un’impennata del lavoro nero a domicilio che, oltre al fatto che molti non riuscirebbero più a rialzarsi.

“Per uscire da questa crisi – conclude Ancorotti – c’è bisogno dell’impegno di tutti e la cosmesi vuole fare la sua parte e continuare ad essere un’industria che fa bene al Paese, contribuendo in modo concreto alla definizione di misure economicamente e socialmente sostenibili per il contrasto alla pandemia”.

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