La settimana scorsa vi abbiamo parlato dell’importanza di avere il pos in salone in modo da permettere a tutti i clienti di poter pagare, anche importi minimi, con il bancomat o la carta di credito (Cliccate QUI se vi siete persi l’articolo).
Oggi vi diamo nuovi aggiornamenti in merito al credito d’ imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate dai consumatori finali mediante pagamenti digitali tracciabili a partire da tale data (DL 124/2019) e che è entrato in vigore dal primo luglio scorso.

La cosa interessa anche i parrucchieri, in quanto avranno diritto al credito d’imposta gli esercenti attività di impresa, arte o professioni che nell’anno d’imposta precedente a quello di riferimento abbiano avuto ricavi e compensi non superiori a 400.000 euro, indipendentemente dal regime di contabilità adottato e dalla tipologia giuridica scelta per l’esercizio dell’attività.

Il credito d’imposta è relativo ai pagamenti elettronici effettuati dai clienti (purchè consumatori finali), compresi quelli modalità digitale comprese le App di pagamento tramite smartphone, con carta di credito oppure carta di debito o prepagata

A partire dal 20 agosto e, successivamente entro il giorno 20 di tutti i mesi in cui vengono addebitate le commissioni, la banca di appoggio, in qualità di Prestatore di Servizio di Pagamento (PSP) per le transazioni effettuate con carte PagoBANCOMAT, provvederà a:
1. trasmettere in via telematica, all’Agenzia delle Entrate, il flusso di informazioni necessarie a determinare la misura di credito d’imposta.
2. mettere a disposizione dell’esercente, il documento riepilogativo con la sintesi delle commissioni addebitate relative ad operazioni effettuate nel periodo di riferimento.

L’esercente dovrà scaricare il documento riepilogativo del credito d’imposta e inviarlo al commercialista per utilizzare il credito d’imposta in compensazione tramite il modello F24, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa.

Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di maturazione e in quelli successivi sino a quello in cui se ne conclude l’utilizzo; inoltre, non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini di IRES e IRPEF né del valore della produzione ai fini IRAP.

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