Dedicato
A CHI NON È ANCORA ARRIVATO
(ma crede di sì) e
A CHI NON È ANCORA PARTITO
(e rischia di non poterlo più fare)

Molto spesso, quando Raffaele (ndr Raffaele Sias)
ed io parliamo dell’Hair&Beauty, ma anche quando a farlo oltre a noi due ci sono dei Project Partner, o dei Salon Coach, mi rendo conto di quanto possiamo esservi utili.
Un vero peccato che, a volte, sia così difficile farvelo “arrivare”.
Per esempio… questo post cambia la vita?
Nì.
Amo ben poco proclami così “smisurati” … poi con umiltà e lucidità osservo certe vostre evoluzioni… ricordo dove eravate e mi godo dove siete… e allora divento spavaldo, irriverente, consapevole.
Questo post cambia la vita SOLO SE tu decidi che c’è qualcosa che va cambiato in essa.
Lascia che io ti faccia un esempio.
Ci sono due tipi di malati che devono far riflettere.
Chi apparentemente sta bene, così non si rende conto che c’è un problema da trattare.
Chi apparentemente non sta bene, ma continua a rimandare quella visita che potrebbe salvargli la vita.
Spesso ad accomunare questi due tipi di malati è che entrambi, quando scopriranno di avere un problema,
PARLERANNO DI SFORTUNA.
Nella metafora, cari Imprenditori della Bellezza,
chi apparentemente sta bene è chi si sente più figo di quanto sia in realtà;
chi apparentemente non sta bene è chi continua a fare ciò che si è sempre fatto.
PRENDI IL FIGO.
Quello che ha un salone con cinque o dieci persone dentro.
Quello che fa bei numeri, quello che tanti suoi colleghi insultano… perché in realtà invidiano.
Una sorta di RAS del quartiere, quello che i soldi li ha fatti, quello che il talento ha saputo metterlo a profitto.
… POI VAI SUL WEB.
Ha un sito mediocre, o addirittura non ce l’ha.
Per “mediocre” intendo vecchio anche se è un sito che ha solo poche settimane… magari nemmeno responsive (Responsive: “tecnica di web design per la realizzazione di siti in grado di adattarsi graficamente in modo automatico al dispositivo coi quali vengono visualizzati, riducendo al minimo la necessità dell’utente di ridimensionare e scorrere i contenuti” – fonte Wikipedia).
Il figo sui social è presente… si fa per dire.
Punta tutto su Instagram perché pensa che i giochi si facciano solo lì.
Troppe immagini e pochi testi, meno che meno di valore.
Ergo, se un cliente è già ideale, ok… se non lo è, difficilmente lo diventerà, perché senza contenuti che lavorano su convinzioni ed obiezioni, è quasi impossibile PROFILARE e EDUCARE la clientela.
Insomma, si capisce lontano un chilometro che
O non ha davvero idea di che cosa significhi “fare marketing” oggi,
O ha delegato tutto ad un’agenzia che si crede figa quanto lui, ma non lo è. Non lo è affatto.
Provi ad avviare una ricerca su Google… e lì nascono altri problemi.PROBLEMI INVISIBILI… oggi. Oggi.

Insomma sul web non ci siamo…… POI OSSERVI LE SUE VETRINE.

Ostenta prodotti, manco fossero un trofeo (“lui” ignora che in realtà è lui ad essere il trofeo dell’azienda per cui espone).
Immagini (a volte datate) che parlano di look capelli, non del suo posizionamento, né della clientela ideale.
Posso continuare…
Invece mi fermo e ATTENZIONE.
Il figo se la tira. I numeri paiono parlare per lui.
Si vanta del fatto che “il passaparola è la miglior pubblicità”, ignorando che il passaparola oggi funziona in modo fortemente differente rispetto anche solo a cinque anni fa.
“OK lele, qual è il problema?”
… Ricordi la metafora di inizio post? Ho scritto:
“Chi apparentemente sta bene, così non si rende conto che c’è un problema da trattare… chi apparentemente sta bene è chi si sente più figo di quanto sia in realtà.”
Leggi con attenzione le prossime due riflessioni.
Fallo a prescindere che tu ti senta più “figo” o più “sfigato” o qualcos’altro.
la prima…

PUOI PERMETTERTI DI PERDERE OPPORTUNITÀ?
No. Anche se tu pensi di sì.
Perché come ho scritto chissà quante volte,
tu puoi accontentarti, certo…
ma non puoi obbligare a fare altrettanto
i tuoi clienti più esigenti,
i tuoi collaboratori più ambiziosi,
i tuoi concorrenti più capaci.

Ecco, a proposito, seconda riflessione…SE ARRIVA UN CONCORRENTE CAPACE, SEI SPACCIATO

Ho visto saloni storici, presenti da decenni, fortissimi…
CHIUDERE NEL GIRO DI MESI.

O almeno perdere tra il venti e il cinquanta per cento del loro giro.
SONO BASTATI MESI.

Fior di miei Allievi che hanno applicato il #SistemadiMarketingperParrucchieri che insegno, hanno rosicchiato fette imponenti di clientela e di reputazione a realtà che erano in zona da ben prima di loro, proprio perché quei loro concorrenti si sono seduti sul loro successo.
E come qualcuno insegna,
il successo deve essere una leva, non una sedia.
Nell’ultima edizione di Masterchef, il talent show dedicato alla cucina, lo chef stellato Giorgio Locatelli, giudice di Masterchef, ha detto:
“C’è una cosa che ho imparato da un grande chef. Mi diceva sempre: «Tu vali solo quanto l’ultimo piatto che hai spinto sul pass, tutti quelli che hai cucinato prima, non valgono niente».”

Molti fighi perdono opportunità.
Credono di guadagnare tanto, quando stanno guadagnando I DUE TERZI SE NON LA METÀ di ciò che potrebbero.
A causa del loro marketing mediocre, non all’altezza della loro “fama”,
PERDONO SOLDI CHE PER LORO FORTUNA NON VEDONO
(“per loro fortuna”, perché con una calcolatrice e un foglio io posso dimostrare senza timori di smentite quanto affermo… loro in nessun modo potrebbero dimostrarmi il contrario).
… OLTRE AL DANNO LA BEFFA.

Perché i soldi che loro NON incassano, alimentano quei concorrenti che avranno più fondi per attaccarli e portargli via clienti e collaboratori… spesso alcuni fra i migliori.
Perciò, caro figo, la domanda che dovresti farti è:
voglio rimanere seduto ed accrescere il rischio di perdere tutto o tanto… o voglio continuare ad essere il punto di riferimento nella mia ADA?
A te la scelta, perché è tua, tua soltanto.

… Dopo il figo…
PRENDI LO SFIGATO.

Tempo fa scrissi una battutaccia:
“I morti viventi non credo che esistano, ma i viventi morti sono dappertutto, basta guardarsi intorno”.
Ci sono parrucchieri che non solo meritano un posto fra i #csd – Culi Sul Divano, ma peggio SEMINANO LA LORO INSODDISFAZIONE IN SALONE.
Collaboratori di valore che mi scrivono: “lele ogni volta che entro in salone mi sale la depressione”.
Idem clienti che raccontano nelle loro recensioni delle lamentele continue, della negatività, dell’insofferenza manifestate dai parrucchieri… al punto che li lasciano proprio per quel motivo.
Parrucchieri che se gli proponi un corso di marketing ti dicono
che non serve…
che non hanno testa…
che non hanno tempo…
del resto è vero: sai quanto tempo serve per disperarsi e cercare alibi o colpevoli?!
MICA È UN COMPITO FACILE!

Le loro vetrine sono spoglie, anonime, impersonali.
Fai fatica non solo a capire che tipo di parrucchiere c’è in quel salone… già è difficile capire che c’è un parrucchiere!
Usano i social come sfogatoio.
“Non hanno tempo”, dicono, per scrivere post e pubblicare foto…
ahi loro ne trovano invece per pubblicare post e commenti contro tutto e tutti!
E chiaramente, spesso,
o hanno il profilo staccato dalla pagina… e PROPRIO NON RIESCI A CAPIRE CHE LAVORO FACCIANO…
o ancor peggio hanno il profilo del Salone, cosa vietata da Facebook che presto o tardi glielo bannerà, e soprattutto TOTALMENTE INUTILE OGGI per farci il marketing che funziona.

NON SOLO:
ti chiedono il “Mi piace” (meno male che Facebook sta per togliere questa funzione, ma già so che ci sarà il modo di sbagliare lo stesso)!
CHIEDONO IL “MI PIACE” A QUALCUNO CHE NON POTRÀ MAI ESSERE LORO CLIENTE.
Proprio su questo tema, l’altro giorno mi sono imposto di non intervenire.
In un post c’erano un sacco di parrucchieri che affermavano che chiedere Mi piace a chiunque
è giusto, che va fatto, che funziona!!!
Mi sono imposto di non intervenire perché a volte gli sfigati sono come gli idioti citati (pare) da Oscar Wilde:
Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza.

NO, PERCHÉ CHIEDERE MI PIACE A CHIUNQUE DECRETA LA FINE DEL TUO SOCIAL MARKETING.
Proprio come un listino non strategico.
Proprio come una vetrina anonima.
Proprio come chiedere alla cliente “cosa deve fare?” in fase di proposta
(impazzisco quando penso che sono in tanti a commettere questo clamoroso errore, ancora oggi).
Posso continuare.Invece mi fermo e ATTENZIONE.
Lo sfigato non si rende conto che fra breve il nero sparirà.
Lo sfigato non sa nulla della normativa che riguarda le nuove regole europee in materia di classificazione delle controparti inadempienti (meglio conosciuto come “default”).
Lo sfigato crede che ai numeri debba pensare il commercialista.
LO SFIGATO HA POTUTO SOPRAVVIVERE – in certi casi, neanche tanto malaccio – per DECENNI… mentre svanirà nei prossimi MESI. Un paio d’anni al massimo.
Perciò, caro sfigato, la domanda che dovresti farti è:
voglio rimanere seduto ed accrescere il rischio di perdere tutto o tanto… o voglio creare i presupposti per diventare un punto di riferimento nella mia ADA?
A te la scelta, perché è tua, tua soltanto.
DETTO DELLE MALATTIE, ECCO LE CURE

(ammesso che uno voglia guarire).

Il figo deve imparare a fare marketing.
Lo sfigato deve imparare a fare marketing.
È questa la cura.
Imparare a distinguersi dai concorrenti in modo che la clientela che vuole avere sappia compararlo e sceglierlo, in mezzo a tanti.
Imparare a conquistare clienti, come a fidelizzarli e se occorre a riattivarli.
Imparare a rendere efficace ogni sua comunicazione: a cominciare dalle sue colonne portanti – brand, listino e salone.
Passando per il web e completando l’opera con il marketing offline.
Il figo deve prendersi meno sul serio,
mentre lo sfigato deve prendere la situazione molto sul serio.
SIA CHIARO.
Anche in quest’anno, ancora condizionato dal covid, come è stato per il 2020,
FIOR DI PARRUCCHIERI MOLTIPLICHERANNO CLIENTI, RISULTATI, PROFITTI.
Mentre le statistiche condotte da enti ed associazioni di categoria parlano in media di un MENO QUARANTA PER CENTO fatto registrare dai parrucchieri nel 2020.
A campione, i nostri Allievi, nel 2020 sono cresciuti in media del 20%. CRESCIUTI. Una bella differenza.
VOLETE “GUARIRE”?

Mettetevi al centro della vostra impresa.
Siate imprenditori a tutto tondo e in ogni direzione.
Se le cose vi stanno andando bene analizzatele a fondo, per capire se possano andare ancora meglio (non è ingordigia: è lungimiranza).
Se le cose non vi vanno come vorreste o come immaginavate, analizzate la situazione e individuate le cause del problema, anziché lamentarvi degli effetti.
Circondatevi di partner capaci che sanno capire dove siete e portarvi dove volete andare.
Soprattutto scegliete partner che hanno sia IL CORAGGIO di dirvi che siete fighi o sfigati, sia LA VOGLIA e LA CAPACITÀ di farvi evolvere in Imprenditori della Bellezza.

Lele Lelio Canavero

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