Il mitico “Ficcanaso” torna a colpire con un articolo super pungente! Enjoy! 😉

“Mi scrive il mio amico Bruno e mi chiede se ci può essere formaldeide nella permanente, faccio un triplo carpiato all’indietro (schiantandomi a terra) e dopo essermi ripreso gli chiedo il perché di questa domanda e lui prontamente mi risponde di averlo letto su Donna Moderna N°42 e ad affermarlo è un noto parrucchiere: Mirko Schifone.

Per chi non lo conoscesse, Mirko Schifone è un parrucchiere noto per aver partecipato a trasmissioni televisive in passato (“Detto Fatto” con Caterina Balivo per esempio). Sulla base di cosa affermi che la permanente contenga formaldeide mi è sconosciuto ma mi sento di dissentire profondamente con questa dichiarazione per una serie di motivi e visto che continuate a leggere ve li elenco anche.

– Dal punto di vista chimico non servirebbe a nulla. Mi risulta sia vero che la formaldeide sia un denaturante (rompe i legami molecolari) delle proteine ma è anche vero che crea dei legami ossido metilenici tra le catene laterali degli aminoacidi che compongono la cheratina, peccato che per farlo bisogna esporre i capelli ad una temperatura intorno ai 230° e in una permanente trovo difficile sia attuabile.

– La formaldeide come principio attivo è severamente proibita dalla legge. Ok che la recente storia delle stirature brasiliane qualcosa ci ha insegnato, cioè che non sempre alcune aziende si comportano in modo onesto, ma è anche vero che, come ho affermato prima che dal punto di vista chimico non servirebbe a nulla in questo prodotto.

– L’odore della formaldeide è pungente e inconfondibile. Se un prodotto contiene formaldeide oltre il consentito dalla legge (ammesso come conservante al max 0,2% della formulazione totale, ma oltre lo 0,05% è obbligatorio indicare in etichetta “contiene formaldeide”) è facilmente sgamabile, comincereste a lacrimare e l’odore sarebbe insopportabile.

Per permanente si intende una modificazione definitiva della forma dei capelli, di solito da lisci a ricci, se i capelli hanno una forma è perché esistono i legami disulfide. Sono legami zolfo (S-S), di solito, intermolecolari (tra molecola e molecola) e fissando tra loro le varie molecole di cheratina impediscono ai capelli di cambiare forma. Quindi per ottenere una modificazione permanente occorre agire su questi legami spezzandone una buona parte. Per fare questo il principio attivo più utilizzato è il tioglicolato di ammonio, negli ultimi tempi si sta affermando sempre di più la cisteammina cloridrato molto più affine alla cheratina. Praticamente si ottiene una reazione a riduzione in cui si spezzano il legami che poi si ricongiungono attraverso una reazione ad ossidazione attraverso un perossido di idrogeno (acqua ossigenata).

Questo servizio, come tanti altri, modifica in via definitiva la naturale chimica dei capelli e sappiamo che un capello chimicamente trattato si degrada tre volte più velocemente di un capello naturale, quindi bisogna adottare una strategia cosmetica adeguata, a seconda del tipo di capelli, che protegga i capelli dal progressivo deterioramento.

Il mio parere è che la permanente come servizio, sia precipitato nei gusti delle clienti semplicemente per due motivi: il primo perché non soddisfava le aspettative di risultato della cliente, il secondo perché troppi parrucchieri hanno preso sotto gamba la delicatezza di esecuzione di questo servizio e troppi capelli sono stati “bruciati”.

Io ritengo invece che sia ancora uno strumento validissimo per creare volume e movimento naturale, di certo bisogna un po’ svecchiare l’esecuzione e avere le adeguate conoscenze, in quanto comunque è un servizio delicato da eseguire. Io personalmente preferisco la cisteammina cloridrato come principio attivo, rovina decisamente meno i capelli e poi se si abbina al servizio un ricostruttore molecolare, il risultato è pressoché perfetto.

In conclusione vorrei scagliarmi decisamente contro questo giornalismo qualunquista da quattro soldi che tratta il tema capelli con assoluta superficialità, affidandosi a pareri che non hanno nessun fondamento scientifico. Fa danni irreparabili nella mente della consumatrice finale, instillando idee che sfiorano la leggenda metropolitana.

Che al sig. Schifone non piaccia la permanente si evince da ciò che dichiara, nel suo salone può fare e dire ciò che vuole ma fare questa dichiarazione in un giornale a tiratura nazionale, crea danni a tutta la categoria e alle aziende che continuano a fare ricerche sulla permanente e io sono stanco di sentire clienti dire “ma ho letto su un giornale che……”. Quindi se il sig. Schifone ha dati oggettivi per sostenere la sua affermazione, le tiri fuori oppure non si avventuri in giudizi in una materia che, evidentemente, non conosce.

Mi fermo qui e non mi addentro nella presunta naturalità dei trattamenti al caviale, rischio di dilungarmi troppo……

Paolo Dolcetti” 

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