L’ipotesi è di estenderlo almeno fino a giugno 2022, o forse anche oltre, e la decisione definitiva arriverà nelle prossime settimane o, comunque, entro il mese di novembre. La decisione è stata presa per garantire l’apertura dei locali pubblici e lo svolgimento dell’attività lavorativa anche se i contagi da Covid-19 dovessero continuare a crescere e l’obiettivo del governo è quello di raggiungere l’immunità di gregge e convincere anche i più restii a vaccinarsi.

In ogni caso, con il nuovo anno, il governo dovrà procedere con un nuovo decreto perché le misure per gestire la pandemia scadono il 31 dicembre.

Per quanto riguarda, invece, lo stato di emergenza nazionale, in teoria a fine dicembre non potrebbe più essere rinnovato in quanto può durare per un massimo di 24 mesi e fu decretato per la prima volta a dicembre 2020, ma a fine novembre si deciderà come procedere. C’è l’ipotesi di trasformare la norma in un emendamento oppure creare un provvedimento ad hoc per estenderlo almeno fino a Marzo 2022.

Alla scadenza dei decreti bisognerà rivedere anche tutte le misure in vigore per contrastare la diffusione del Covid-19 e decidere quali prorogare. Probabilmente l’obbligo di mascherine nei luoghi chiusi e il distanziamento verranno confermati, mentre i protocolli di sicurezza delle varie attività che si aggiornano sulla base dell’andamento della curva epidemiologica e della campagna vaccinale, un esempio su tutti il periodo di quarantena per i vaccinati , potrebbero essere allentati.

I colori delle regioni, infine, rimarranno attivi, sia in vista del Natale, sia fino a quando ci saranno nuovi positivi.

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