Il presidente della Federazione del Commercio lancia la proposta di imporre il green pass per entrare nei negozi, la Confcommercio replica che la proposta è inapplicabile. Il tema della sicurezza sanitaria agita il mondo dei negozianti, preoccupati per le possibili limitazioni imposte dalla crescita dei contagi, e diventa anche terreno di scontro.
E intanto, il governo si appresta a mettere sul tavolo il tema più delicato: l’obbligo vaccinale.
Potrebbe trattarsi di un obbligo di fatto, attraverso un Green Pass rafforzato in cui si limita (o si esclude) lo strumento del tampone per ottenere la certificazione. Oppure di una vera e propria imposizione di legge.

Altro tema potrebbe essere uno schema in vista del decreto che sarà approvato la prossima settimana e che punta a varare una sorta di doppio green pass, per scongiurare chiusure delle attività produttive in vista del Natale.

I dettagli sono appunto da definire. Ogni giorno che passa, però, aumenta la sensazione che le misure saranno drastiche.Giovedì, questo è certo, l’esecutivo varerà un ampio pacchetto di misure. Tra queste, anche la riduzione della validità del Green Pass da dodici a nove mesi (noi che scriviamo però lo abbiamo già dalla seconda vaccinazione valido di 9 mesi e non di 12, quindi non si capisce bene la differenza) – anche se c’è chi preme per contenerla a sei o sette – e l’obbligo di terza dose per il personale sanitario. E, sempre in settimana, arriverà certamente l’annuncio dell’estensione dell’opzione del booster a tutti gli italiani con più di 18 anni già da 5 mesi dalla seconda puntura.

Per quanto riguarda i tamponi La validità degli stessi è uno dei temi che più interrogano Draghi e i ministri. Chi spinge per il rigore spera che il premier decida di togliere sia l’antigenico che il molecolare dalle modalità per ottenere il green pass. Ma c’è anche chi chiede di conservare i tamponi limitandone la durata: 48 ore per il molecolare e 24 per il rapido.

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