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Da ieri, 10 gennaio, sono scattate nuove regole sull’utilizzo del green pass, base e rafforzato.
Se anche voi iniziate a fare un po’ di confusione su quello che si può fare, non fare, da quando e fino a quando, ecco un breve recap schematico che potrebbe aiutarvi.

1 – chi guarisce dal covid avrà diritto al green pass rafforzato, come chi è vaccinato, in quanto considerato immunizzato. Per ottenerlo non bisogna fare nulla ma si dovrebbe generare in automatico con l’inserimento dell’esito del tampone negativo di guarigione. Tale green pass rafforzato vale per sei mesi.

2- dal primo febbraio il green pass rafforzato ha una validità di 6 mesi che scattano dalla data dell’ultima vaccinazione.

3- dal 10 gennaio, e fino almeno al 31 marzo, il green pass rafforzato servirà per: ristoranti e bar (all’aperto e al chiuso), per salire sui treni, bus, metro e tutti gli altri mezzi di trasporto, per entrare in alberghi, andare a fiere, usufruire di impianti sci, per andare in palestra, in piscina, e per fare sport di squadra, nei parchi a tema e di divertimento, per accedere a mostre e musei, sale gioco, bingo, casinò, sale scommesse, feste conseguenti a cerimonie civili o religiose.

4- il green pass base, cioè quello ottenuto solo in seguito a tampone negativo e senza vaccino, servirà dal 20 gennaio per accedere ai servizi alla persona, dai barbieri, ai parrucchieri, agli estetisti e, dal primo febbraio, per accedere a uffici pubblici, servizi postali, bancari e finanziari, e alle attività commerciali.

5 – Per ora il green pass non sarà necessario negli alimentari, nelle farmacie e nei negozi che vendono prodotti essenziali.

6- I lavoratori pubblici e privati, compresi quelli in ambito giudiziario e i magistrati, che hanno compiuto i 50 anni, dal 15 febbraio dovranno esibire al lavoro il super Green pass, che si ottiene con il vaccino o con la guarigione dal Covid. Chi non lo farà non riceverà lo stipendio ma conserverà il posto di lavoro. L’accesso ai luoghi di lavoro senza certificato che attesti vaccino o guarigione è vietato e chi non rispetta il divieto subirà una sanzione amministrativa tra 600 e 1500 euro.

Finiamo con una carrellata sui colori delle regioni… eh sí, perché anche da questo punto di vista si rischia di tornare a vedere lo stivale tricolore, giallo, rosso e arancione.
Al momento erano già in zona gialla – e ci rimangono – Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Veneto, Bolzano, Trento, Lombardia, Piemonte, Lazio e Sicilia. A queste, dal 10 gennaio, si aggiungono Toscana, Emilia-Romagna, Abruzzo e Valle d’Aosta, che fino a ieri erano bianche. Le altre regioni restano in zona bianca. Nessuna, quindi, passa in zona arancione, almeno per il momento.
Cosa ha portato lo scatto alla zona gialla? In pratica il raggiungimento di tre parametri: incidenza settimanale dei nuovi contagi ogni 100mila abitanti uguale o superiore a 50 casi, tasso di occupazione dei posti letto ospedalieri nei reparti ordinari al 15%, tasso dei posti letto occupati nelle terapie intensive al 10%.

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