Si intitola Heritage, dal latino hereditas, “eredità”, la nuova collezione Kemon per la primavera – estate 2019.

Una parola oggi associata al concetto di patrimonio culturale trasmesso di generazione in generazione: “ cultural heritage ”, nel senso di conoscenze, identità, saperi che condivide una comunità, nel rispetto per la diversità e la creatività umana. Per questo la nuova Collezione S/S 2019 è stata scattata a Cape Town: per rielaborare e ampliare la continua ricerca di una bellezza reale, comprensiva anche di imperfezioni, al di là di stereotipi riguardanti forme, età, razza e genere. Come naturale evoluzione del concetto contemporaneo di moda.

“La creatività rimane sicuramente un elemento importante, ma deve essere arricchita con competenze, conoscenze e professionalità, puntando a rappresentare sempre la verità. In un momento storico dove fake news e filtri digitali spesso confondono le persone, rendendole prevenute nei confronti di qualsiasi tipo di immagine, dobbiamo essere in grado di utilizzare queste ultime come brevi capitoli all’interno di una storia vera, che racconti esperienze tangibili e realizzabili, che possa, a volte, far sognare. Perché il desiderio più grande, dopo un bel sogno, è che un giorno diventi realtà” racconta Mauro Galzignato, Creative Director Kemon.

Heritage è contaminazione, in un mondo che cambia e condivide culture e stili di vita diversi, facendoli propri. Il benessere diventa comodità e porta il comfort della vita attiva nelle attività quotidiane. Il valore dell’essere sé stessi sempre, contribuisce a renderci la vita più bella.

Il primo mood della collezione, Future Active, presenta un’evoluzione del concetto di “Sportswear” che taglia i collegamenti diretti con l’attività fisica, ma allo stesso tempo ne mantiene le prerogative necessarie a praticarla, grazie a comfort e facilità nell’indossare gli outfit. Il nome del mood esprime una proiezione verso un futuro oggi sempre più associato a tecnologia e digitale: una “tecnologia funzionale” che abbellisce e migliora la nostra vita, per esempio grazie all’High Tech, che rende possibile lavorare tessuti prima off limits, materiali adatti anche per sport estremi, oggi perfettamente declinabili nel mondo fashion. Il digitale invece diventa veicolo primario di comunicazione, influenzando e modificando le regole di consumo attraverso sfilate in diretta streaming, servizi fotografici solo su Instagram, acquisti fatti su e- commerce. Come risultante di tutto, Future Active sprigiona una moltitudine di Block Color, un mood ricco di carattere, con forme che si contrappongono, passando da tessuti che modellano il corpo, fino ad arrivare a modelli oversize che ricordano molto l’urbanwear, coniando un nuovo termine che racchiude tutte queste caratteristiche: athleisure. I capelli, come gli abiti, rappresentano la funzionalità e il carattere, trasmessi attraverso linee più corte e semplici da gestire, ma allo stesso tempo ricche di una forza rappresentata da frange decise e colori intensi, che si muovono attraverso una vasta palette: biondi più freddi, acquamarina e castani metallici.

Il secondo mood, Cultural Fusion, dà invece una lettura contemporanea di “etnico”, concetto una volta precisamente distinto tra Oriente e Occidente, il più delle volte rappresentato da raffinati tribali africani. Oggi invece, grazie alla possibilità di viaggiare, realmente o virtualmente, ovunque nel mondo, esiste una maggiore contaminazione tra culture completamente diverse
tra loro, ma che in qualche
modo danno vita ad un 
mix&match interessante, carico
di carattere e significato. Colori
e stampe proiettano positività e
storia, forme morbide e tessuti
leggeri comunicano voglia di
movimento, fisico e mentale. Il
ruolo dei capelli all’interno di
questo “colorful world” è
fondamentale, rappresentando
l’equilibrio, il gusto, l’armonia. Le forme evocano una delicata morbidezza e fluidità, e proprio per questo necessitano di lunghezze trasversali; i colori rappresentano la natura: il biondo, come filo conduttore, si arricchisce di sfumature come sabbia e corallo, i marroni ricordano la terra con venature ambrate. Cultural Fusion trasmette benissimo il concetto di “Age Fluid”, dove al posto di un’età anagrafica, come target finale c’è un’identità di cui andare fieri: “Lottare per rimanere giovani in eterno o soccombere allo sbiadimento estetico con l’arricchimento culturale maturato con il passare del tempo?”.

HERITAGE CREDITS:
Creative director Mauro Galzignato

Hairstylists Davide Carlucci, Riccardo Rogari, Antonio Candido, Pierre Baltieri, Diego Comandulli, Francesca Morelli
Photographer Fernando Gomez / Aura Photo Agency
Backstage Mark David Alunni
Editor in chief Alessandro Di Giacomo
Art director consultant Asso Creative Studio
Fashion producer Bookin’ Agency
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