Qualche sera fa siamo stati ospiti di Adi Education nella loro fantastica trasmissione “La notte dei parrucchieri viventi”, che va in onda sul loro canale YouTube, e abbiamo parlato di come è nata Parrucchierando, di come è cambiata negli anni il nostro modo di comunicare, di comunicazione in generale e di come accrescere il business attraverso la comunicazione social, evitando gli errori più gravi. Se ve la siete persa ve la riassumiamo in questo articolo e vi incolliamo QUI il link per andarvela a rivedere!

Quello che abbiamo notato durante il nostro super tour estivo “Parrucchierando on the road”, che ci ha portati per oltre 21.000 km su e giù per l’Italia della ripartenza, è che molti saloni sottovalutano ancora la comunicazione e i social network in generale.
Già ancora prima di entrare, dalle vetrine, si capiva se la loro comunicazione fosse efficace o meno, perché la vetrina è un primo biglietto da visita. Poi, entrando, avevamo quasi sempre conferma della nostra prima impressione, confermata da quanto fosse pieno o meno il salone.

Molti titolari basavano il loro marketing solo una politica di prezzo volta a scontistiche del 20, 30, 40% ecc. (vi ricordate sicuramente la foto del negozio con il colore a 15 euro!!). Altri pensano che basti aprire il salone e fare bene la piega per fare un buon cassetto, senza avere un posizionamento preciso, senza un target di riferimento né sapere a chi rivolgersi e come.
Prezzi che, spesso, sono davvero troppo bassi e in maniera ingiustificata. Forbici di prezzi altissime nella stessa zona. Possibile che l’unica strategia di marketing per alcuni sia solo quella di abbassare il prezzo più del vicino?

Anche la specializzazione è importante: è come quando c’è un’esigenza particolare, per esempio in campo medico, si cerca di scegliere il meglio, di andare dal guru del settore, dal super specialista… e il prezzo è di conseguenza. La stessa cosa vale per i parrucchieri, se vuoi il numero uno del balayage non puoi pretendere di spendere 15 euro.

Un altro punto su cui riflettere è stato il fatto che, dopo i problemi dovuti al primo lockdown, alle relative perdite ecc, moltissimi parrucchieri al sud, anche in località turistiche, erano chiusi ad agosto. Ma come??
E poi i social network, dei quali volenti o nolenti non si può fare a meno, a partire dal profilo del parrucchiere, che deve essere chiaro, bisogna capire cosa fate e dove, bisogna registrare il nome del vostro salone… questi sono solo degli esempi, ovviamente, ma è significativo per capire come è la situazione all’interno dei negozi.

A questo proposito il 4 dicembre abbiamo organizzato un corso online su come comunicare con google e Facebook nel modo corretto. Cliccate qui per partecipare o saperne di più: CORSO 4 DICEMBRE.

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