Durante il nostro lavoro, ci capita spesso di avere a che fare con l’elettricità statica. Sapete quando state facendo il phon e non riuscite a controllare i capelli perché volano? Ecco, questa è la migliore dimostrazione dell’esistenza dei campi elettrici nei capelli! Ma perché accade? Per capire esattamente cosa succede bisogna rimpicciolire la nostra visione sino all’atomo. A causa dello stress fisico, gli atomi dei nostri capelli tendono a perdere elettroni quindi caricano eccessivamente i nostri capelli di carica positiva. Tutti noi ben sappiamo che cariche elettromagnetiche uguali si respingono, ed ecco allora che i capelli tendono ad allontanarsi tra loro il più possibile e sembra che volino.

Questo fenomeno è più frequente d’Inverno perché sono maggiori gli stress ambientali e frequenti i cambi di temperatura. Pensate a passare da una temperatura esterna di 3/5° ad una interna di 20°…

Inoltre, l’aria all’interno degli edifici è solitamente più secca, dunque i capelli subiscono uno shock termico con conseguente disidratazione e maggiore predisposizione a caricarsi elettricamente. Un ulteriore fattore può essere il frequente contatto con tessuti vari, cappotti, berretti sintetici che aumentano la probabilità di caricare elettricamente i capelli. Osservando la questione dal punto di vista professionale, il maggior difetto dei nostri saloni è l’aria troppo secca (a meno che non abbiate installato dei regolatori di umidità). I capelli sono molto sensibili all’umidità, visto che la proprietà principale dei capelli è l’igroscopia (ovvero la capacità di assorbire acqua dall’ambiente) necessaria alla loro vita, considerato che circa il 15% della loro composizione è acqua, anche quando asciutti. Grande rilevanza l’hanno soprattutto gli strumenti a caldo che utilizziamo nella nostra professione. Un uso troppo intenso di questi strumenti porta a disidratare i capelli e ciò non può che aumentare la carica elettrica negli stessi. Non esistono strumenti che misurino la quantità ideale di acqua che deve essere contenuta nei capelli, anche perché ogni capello è diverso dall’altro. Sta tutto nella grande esperienza di chi opera nel settore delle pieghe, che deve capire quanto calore erogare sui capelli che sta trattando. La grande diversità di tipi di capelli che trattiamo giornalmente ci crea qualche problema, perché idealmente dovremmo avere degli strumenti più sensibili e flessibili, con più vaste gamme di temperature, in modo da asciugare nel modo più ergonomico e sicuro i capelli. Questo è il grande difetto di Phon classici, i quali ci danno poca alternativa sulle temperature da scegliere. Mentre esistono piastre con regolazione di temperatura, per i phon non è così. Solitamente abbiamo phon che ci danno la possibilità di avere due velocità e due temperature, ma è davvero possibile trattare efficacemente la grande quantità di tipi di capelli che ci ritroviamo nei nostri saloni solo con queste regolazioni? Giro la domanda a voi…

Il vostro Ficcanaso!

Commenti