Il mercato cosmetico in generale sta bene e in totale nel 2011 ha registrato un fatturato di circa 9 miliardi di euro, con una crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente. Lo sostiene Fabio Rossello, presidente di Unipro, che ieri ha presentato il Rapporto Annuale sul nostro mercato, e ha voluto sottolineare non soltanto la ‘resistenza’ della bellezza alla crisi ma anche come la capacità imprenditoria giovanile venga premiata, infatti in Italia il 29% delle aziende associate ad Unipro sono fondate da imprenditori di meno di 20 anni.

Ma questi, purtroppo, sono considerazioni generali del comparto: infatti se entriamo nel dettaglio comprendiamo subito che per i saloni d’acconciatura le cose non vanno così vene e che dal 2008, anno di inizio della crisi, ad oggi hanno registrato sempre minori frequentazioni.

Qui trovi il Rapporto completo.

I dati elaborati dal Centro Studi condotto da GianAndrea Positano rivelano infatti che mentre il fatturato di Farmacia, Profumeria, Grande distribuzione e vendite porta a porta o corrispondenza funzionano ancora e mantengo il segno +, gli acconciatori scendono sotto lo zero raggiungendo il -1.5%. E sono dolori!

Il rapporto, poi, prosegue con un’analisi molto interessante e dettagliata sulla distribuzione della ‘bellezza’ in Italia e per quanto riguarda i parrucchieri vengono confermati i 73.000 esercizi donna/unisex, pari a circa 830 abitanti per salone. In media, poco meno del 60% dei saloni ha 1-2 addetti, con una forte concentrazione al Nord Ovest (30%) e Sud e isole (26%).

Per quanto riguarda i consumi di cosmetici, il rapporto registra nel 201, nel canale professionale dell’acconciatura, una contrazione dell’1,5% con un valore di poco superiore ai 686 milioni di euro. Più blanda la contrazione delle quantità, -0,6% e in aumento i prezzi, +2,1%, sopra alla media degli altri canali. Ricordando che il valore del mercato contempla sia i prodotti utilizzati per i servizi e venduti nei saloni, sia i prodotti venduti e utilizzati fuori dai saloni, si segnala per questi ultimi

un peso di circa il 15% del valore aggregato. Come ogni anno la rilevazione di Marketing & Telematica arricchisce le valutazioni sul canale professionale e conferma le tendenze degli ultimi esercizi. Gli andamenti mensili del 2011 ribadiscono la stagionalità di consumo nel canale che non

si discosta dai valori di picco positivi (marzo e settembre) e negativi (agosto e dicembre).

Prodotti per capelli e del cuoio capelluto:

• Leggero calo dei consumi di prodotti per capelli, che con 1.177 milioni di euro peggiorano

dello 0,7% i valori del 2010.

• Sommando le vendite al dettaglio ai prodotti venduti nel canale professionale, il totale dei

consumi sale a 1.863 milioni di euro.

• Nel 2011 registrano una sostanziale tenuta gli shampoo, stabili con un valore di poco

superiore ai 500 milioni di euro. Andamento simile, -0,1%, anche per i coloranti, che chiudono

con un valore attorno ai 250 milioni di euro.

• Contrazione lievemente più marcata invece per l’altro grande player della categoria:

doposhampoo, balsami e maschere hanno infatti registrato per il 2011 un calo di 0,7 punti

percentuali per un valore finale di poco superiore ai 151 milioni di euro.

• Continua il calo della domanda di gel, acque e gommine, -5,4%, e dei fissatori e mousse

strutturanti, -4,7%. Leggero calo anche per le lacche, -0,5%.

• La farmacia, tra tutti i canali di distribuzione, registra la sola crescita, +1,5%, con un valore

prossimo ai 180 milioni di euro. Crollano anche nel 2011 le vendite in profumeria,

-7,2%, seguite con un andamento negativo dello 0,5%, similmente al totale del canale,

registrata dal mass market.

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