Si chiama ‘Cloudy in London’ ed è la mostra di fotografie di Mandarava Bricaire esposte da ieri alla 7.24×0.26 Gallery, salone d’acconciatura che comprende un piccolo scrigno di lightboxes nel cuore di Milano concepito da Pier Giuseppe Moroni e idealmente ispirato alla storica 291 Gallery di New York.

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Nata nel 1986 in Toscana, si trasferisce dopo la maturità negli Stati Uniti dove studia

Filosofia e Storia delle Religioni ed ha il primo contatto con la fotografia. Successivamente

si stabilisce a Londra, dove oggi Mandarava vive e lavora come fotografa creando

collage e composizioni digitali. La sua ricerca artistica è articolata, numerosi e diversi i

soggetti fotografati, tutti accomunati dalla ricerca di quella sottile linea di confine tra ciò

che della realtà è palesemente visibile e ciò che si rivela fugacemente, solo a tratti,

portando nel quotidiano un valore nuovo, sottile, prezioso.

 

In mostra maestosi cieli carichi di nubi in cui ogni strato di nuvole rappresenta una diversa

dimensione temporale: passato, presente e futuro, esemplificati nelle molteplici

manifestazioni del cielo. Visioni che alludono anche all’umanità che con venerazione

guarda dal basso ciò che succede sopra la di lei, senza giudizio.

 

Le nuvole arrivano e passano, mare infinito di vapore e rappresentano simbolicamente

quello che abbiamo visto oggi e ciò che dimenticheremo domani. Sono il ricordo di

quanto è passato. Ogni immagine è ottenuta sovrapponendo scatti diversi dello stesso soggetto. La sovrapposizione non confonde, non amalgama ma porta in luce un significato semplice

quanto profondo; è l’artificio con cui l’artista conduce lo spettatore in una dimensione

interiore e mai distaccata.

 

La ricerca fotografica Cloudy in London nasce dal desiderio di tornare all’individuazione

di valori sottili e delicati dell’esistenza (da qui il paragone con le nuvole), pur nella

consapevolezza del valore concettuale che viene attribuito ad ogni lavoro artistico in

epoca post moderna.

 

L’immagine di un oggetto ormai non è più sufficiente per rappresentare semplicemente

quello che essa raffigura, a causa dell’imminente innescarsi nella mente dello spettatore

di una modalità post-concettuale propria dell’arte e della cultura contemporanea. Ed

ecco che le stratificazioni di nuvole (e di senso) arrivano a rappresentare anche la

difficoltà dell’artista oggi, se non l’impossibilità, di essere “letterale” e forse anche

liberamente “naif”.

 

7.24×0.26 Piergiuseppe Moroni Gallery

via S.Pietro all’Orto, 26 Milano

La mostra rimarrà aperta fino al

29 settembre 2011 con i seguenti orari:

da martedì a sabato 9.30-18.00

chiusa domenica e lunedì

ingresso libero

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