Una delle mie passioni è osservare e cercare messaggi “non verbali” nelle pubblicità dei cosmetici. Lo so, c’è chi ha passioni migliori e più eccitanti ma ognuno di noi fa i conti con i propri drammi e il mio è questo.

Nei miei anni di esperienza come parrucchiere mi sono fatto un’idea abbastanza precisa di come le aziende produttrici di cosmetici ragionano in fatto di ideazione dei prodotti, purtroppo sono arrivato alla conclusione, e qui postulo un assioma di mia produzione, che è più facile dare al mercato ciò che cerca, piuttosto che insegnare al mercato ciò che è giusto. Le ricerche di mercato dicono che la popolazione non sopporta la puzza dei colori?…. bene, colori ammonia free. Shampoo aggresivi?…. SLS e SLES via. E via dicendo, la lista è lunga (parabeni, siliconi, formaldeide, ecc ecc). Ora vi faccio una domanda: cosa vi spinge a comprare un prodotto “senza…”? E se lo scegliete, sapete il perché si evita quella sostanza?. Se la vostra risposta è perché fa male , perché lo dicono tutti, l’ho letto in Facebook o ha il pallino rosso sul Biodizionario, sappiate che, probabilmente vi state fidando sulla base di notizie costruite ad arte che, attraverso l’esplosione della comunicazione degli ultimi anni, crea un effetto passaparola fino a che, a forza di sentirlo, diventa verità assoluta. La comunicazione pubblicitaria ha fatto danni terribili nel cervello dei nostri clienti.

Se osservate attentamente le pubblicità cosmetiche, vi accorgerete che negli ultimi si abusa di termini che mi fanno pensare “questi mi vogliono fregare”. Pensate all’avverbio “VISIBILMENTE”, capelli visibilmente sani”, rughe visibilmente ridotte, ma cosa significa? Che sono sani e ridotte o lo sono solo dal punto di vista visivo? Non è un caso se le aziende cosmetiche sono tra le più sanzionate dall’AGCOM per pubblicità ingannevole; la comunicazione esiste se c’è chi lancia un messaggio e chi lo riceve, ma se chi riceve non ha la giusta preparazione per capire a fondo il messaggio, chi lo lancia può costruire ad arte delle notizie che attivano le nostre aree cerebrali che ci spingono a comprare Non fanno così anche i truffatori?…

La parola cosmetico deriva dal greco KOSMETICOS e significa “atto ad abbellire”, già questo delinea in modo inequivocabile il campo di azione di un cosmetico: abbellire non significa curare. Per legge un cosmetico non può penetrare profondamente la pelle, non sarebbe più un cosmetico. ATTENZIONE, non voglio assolutamente dire che i cosmetici non servono a nulla, servono eccome ma bisogna che la consapevolezza del mercato diventi più forte per capire che i miracoli li faceva solo Gesù e qualche santo.

Immaginate un muro lesionato con crepe e tutto scrostato, gli facciamo un bell’intonaco, una mano di vernice e voilà…. Ecco un muro visibilmente sano. Ma andiamo avanti.

Forse non ci crederete ma non esiste nulla che regolamenti il cosmetico naturale, ecobio o biologico, quindi è l’azienda che decide di dare questo indirizzo al suo prodotto, soprattutto per collocarsi su questa fetta di mercato. Il cosmetico 100% naturale (venduto su uno scaffale) non può esistere per una serie di motivi che non starò qui ad elencare ma approfondirò successivamente. Ma poi cosa è naturale oppure no? A livello molecolare è tutta chimica, tuttalpiù potrei accettare biologico, che identifica una sostanza creata da cicli naturali, ma vi posso dire con certezza che la stessa sostanza costruita dall’uomo o dalla natura è perfettamente uguale. Quando ci affidiamo al naturale dobbiamo fidarci dell’azienda, sperando che lavori in modo etico.

Che dire poi dei claim tipo “capelli vivi”, ora se c’è un qualcosa di non vivo è proprio il capello e non può neanche essere “nutrito”, non può essere “idratato “ (i capelli sono igroscopici, assorbono acqua dall’ambiente), semplicemente i capelli hanno un aspetto “secco” perché lo strato cuticolare esterno è fortemente danneggiato I capelli possono essere solo condizionati e l’effetto che si ottiene è:…… visibilmente sano.

Direi di fermarmi qui per il momento, senno riscrivo la Divina Commedia ma certamente ritornerò su questo argomento.

Restate sintonizzati

Paolo Dolcetti

            

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