Si parte dal Trentino e chissà se le altre regioni seguiranno la stessa direzione o meno: la novità, infatti, è che in Trentino è stata abrogata la possibilità per gli enti locali di regolamentare gli orari di apertura e di chiusura delle attività di parrucchiere e di estetista.

In questo modo gli operatori del settore potranno organizzare le loro attività in piena libertà, gestendo come meglio credono il flusso dei clienti, senza congestionare il salone in determinati orari per forza, adeguandosi, cosí, più facilmente alle nuove esigenze di sicurezza per dipendenti e clienti.

Ovviamente tutto questo è uno strascico del Covid e un modo per cercare di ovviare al meglio a una situazione di emergenza. Ma forse non tutti gli addetti ai lavori sono d’accordo con questa decisione.

“La pandemia ha causato pesanti effetti sulle attività economiche, costrette a chiusure prolungate e a cambiamenti nel modo di lavorare. In particolare, nel campo degli acconciatori ed estetisti la gestione dei tempi ha subito un profondo cambiamento: il rispetto del distanziamento sociale e le regole anti Covid hanno comportato la necessità di programmare in maniera diversa il flusso della clientela e gli orari dei dipendenti. Proprio per venire incontro alle esigenze dei cittadini e degli operatori economici in questa delicata fase della ripartenza è opportuno che le attività possano svolgersi in maniera autonoma e libera in tutta la provincia, evitando la disparità di norme fra territori diversi”, spiega l’assessore al Turismo, Roberto Failoni, che ha portato la delibera in Giunta provinciale, dove è stata approvata.

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