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In Italia la distribuzione degli acconciatori è tra le più elevate fra i paesi dell’Unione Europea. In particolare risulta dai dati INAIL che alla categoria “barbieri, parrucchieri e simili” fanno capo circa 100.000 esercizi.
Il numero medio di addetti per ogni struttura non supera generalmente le poche unità tranne una piccola percentuale di esercizi

Abbiamo ricevuto una mail riguardo un’esperienza negativa in materia di astensione obbligatoria in periodo di puerperio da parte di un salone parrucchiere e siamo andati a verificare cosa dice la legge in materia di gravidanza/puerperio se la lavoratrice è una parrucchiera.
Come da tabella qui sotto il lavoro di parrucchiere/a è considerato un lavoro a rischio sia dal punto di vista biomeccanico che dal punto di vista del rischio chimico.

Il salone che ci ha segnalato la cosa faceva notare che nonostante il loro RSPP ((Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e la relativa presentazione della valutazione dei rischi, da cui si evinceva il basso rischio chimico per i prodotti utilizzati in salone con relativa certificazionei e la trasmissione delle schede tecniche dei suddetti prodotti in uso, l’Ispettorato ha deliberato positivamente la richiesta da parte della collaboratrice che ha recentemente partorito  rimarrà quindi a casa 7 mesi all’80% di stipendio invece che al 30% come da comunicazione dei documenti qui sotto.

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Quando parliamo di rischio biomeccanico facciamo riferimento al rischio di sviluppare problemi all’apparato muscolo-scheletrico del corpo, quindi a schiena, spalle, braccia e gambe.
Il rischio chimico invece è legato alle sostanze contenute all’interno dei diversi prodotti cosmetici destinati alla cura dei capelli come: tinte, prodotti per la decolorazione, lozioni, lacche spray, prodotti per la stiratura o la permanente o fiale per trattamenti particolari. Sul rischio chimico si è soffermata l’attenzione di INAIL, che ha pubblicato un opuscolo informativo per fornire istruzioni a tutti gli operatori del settore, indicando anche una serie di misure di sicurezza da adottare per aumentare la tutela della salute dei lavoratori e il rispetto dell’ambiente.

Il parrucchiere (o acconciatore), durante la sua attività svolge spesso movimenti ripetitivi: tintura / lavaggio / permanente / accoglienza cliente / tintura / taglio / messa in piega / accoglienza cliente / tintura / lavaggio / taglio / messa in piega ecc ecc. Tutto ciò rappresenta un rischio perché durante il lavoro, svolto sempre in piedi, il peso del corpo viene scaricato completamente sulle gambe e questi movimenti, nel lungo periodo, possono provocare disturbi come mal di schiena, dolore alle gambe, dolore alle spalle, al collo, problemi articolari, oltre che mal di testa frequenti o la sindrome del tunnel carpale.

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Infine esiste una normativa specifica per la tutela della lavoratrice in gravidanza: Decreto Legislativo 26 marzo 2001 n. 151 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53” che recita ”

Art. 15. – 1. Le lavoratrici hanno diritto ad un’indennità giornaliera pari all’80 per cento della retribuzione per tutto il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro stabilita dagli articoli 4 e 5 della presente legge. Tale indennità è comprensiva di ogni altra indennità spettante per malattia.”

In particolare la norma individua i lavori vietati alla lavoratrice in gravidanza e fino a sette mesi dopo il parto in quanto pericolosi per la sicurezza e la salute (art. 7 Decreto Legislativo 151/2001). Rientrano tra questi i lavori che espongono agli agenti chimici in grado di causare malattie professionali di cui alla lettera c) del cita- to art. 7.

Ricordiamo inoltre che secondo il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro, D.Lgs.81/08, ogni Datore di lavoro che abbia assunto almeno 1 dipendente nel suo salone è obbligato alla stesura del Documento di Valutazione dei Rischi o DVR.

Il DVR è un documento essenziale per la Sicurezza Aziendale, perché al suo interno è contenuta una valutazione di tutti i rischi lavorativi collegati alla mansione specifica, a cui sono possono essere esposti i lavoratori.

All’interno del DVR per parrucchieri, nella sezione sulle procedure di prevenzione del rischio, viene sottolineato quanto è importanza utilizzare sempre i dispositivi di protezione, cioè i guanti specifici per parrucchiere, soprattutto nel momento in cui si deve osservare il cuoio capelluto del cliente.

È fondamentale verificare se sono presenti tagli o ferite sulla cute della persona, sempre rigorosamente con i guanti, per evitare il contatto diretto con sangue o altre sostanze.

Non solo: all’interno del DVR devono essere descritte tutte le misure di prevenzione relative alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, la programmazione della Sorveglianza Sanitaria, e i dispositivi di protezione DPI necessari oltre che i nominativi delle figure addette alla sicurezza: Addetto al Primo soccorso, Addetto antincendio ed evacuazione, RSPP, Medico Competente.

Ricordiamo che il DVR deve essere sempre conservato in negozio per la consultazione in caso di Ispezione sul lavoro.

Mettiamo qui il link per scaricare il pdf completo riguardo Il rischio chimico nel settore acconciatura 

Occorre sottolineare che, anche sulla base degli indirizzi comunitari, la normativa italiana in materia di produzione e vendita dei cosmetici è in continua evoluzione per adeguarsi ai risultati degli studi scientifici finalizzati al miglioramento della tute- la della salute umana.

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