Pensavamo di essercene liberati col finire del lockdown ma, a quanto pare, non è così. Almeno non a Caserta, dove gli abusivi sono tutt’ora una piaga che infligge la categoria.

Addirittura con il Covid l’abusivismo nel settore dei parrucchieri e acconciatori della provincia di Caserta ha raggiunto quote del 50% e l’allarme alle autorità competenti è forte e chiaro.
Secondo la Confcommercio di Caserta, che tutt’ora continua a ricevere segnalazioni, ci sono ancora migliaia di esercenti abusivi che continuano a lavorare, senza rispettare le norme sulla sicurezza, mettendo a repentaglio la propria salute e quella degli altri. Oltre alla questione salute c’è anche il problema prezzi, che sono, ovviamente, più bassi rispetto a quelli dei lavoratori regolari che pagano le tasse normalmente.

Le conseguenza sull’intera categoria sono drammatiche, in quanto molti negozi rischiano di chiudere o di dover ricorrere a prestiti di usurai per sopravvivere.

Ma chi sono questi abusivi? Secondo Confcommercio e Federparrucchieri, tra loro figurano ex titolari di saloni che, dopo il lockdown, non sono riusciti a riaprire la propria attività e lavorano in nero a domicilio, ma anche dipendenti in cassa integrazione che arrotondano andando a casa delle clienti, oppure quei saloni che sono aperti pur non avendo i requisiti richiesti dalla legge, o addirittura chi allestisce la sua attività nei garage di casa. Infine ci sono gli irregolari storici, quelli che erano giù abusivi prima del lockdown e che durante la quarantena hanno visto il loro giro d’affari aumentare abbondantemente.

Come riporta il quotidiano Il Mattino, “La situazione è drammatica – denuncia Vincenzo Marzuillo, presidente di Federparrucchieriabbiamo perso il cinquanta per cento dei clienti, non è più possibile soprassedere. Occorre un intervento mirato e una presa di posizione forte da parte delle autorità. Speriamo di poter intravedere al più presto degli spiragli in questa battaglia difficile ma fondamentale per il futuro della categoria“.

Ma solo per noi il problema non sono solo gli abusivi ma anche le clienti che si rivolgono a queste persone?? Basterebbe non alimentare questo mercato e l’abusivismo, nel giro di breve tempo, non esisterebbe più!

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