Come tutti sappiamo, e abbiamo appreso con gioia e con un sospiro di sollievo, l’ultimo decreto emanato dal governo, volto a contrastare la diffusione del Covid 19, ha “salvato” i parrucchieri. Niente chiusure e niente sospensione delle attività per il momento, anche se, la spada di Damocle del lockdown è sempre sopra le nostre teste, come giornali e siti di informazioni tengono a ricordarci ogni giorno…. Giusto per non darci ulteriori ansie!!!

In ogni caso, oggi come oggi, la serietà e i sacrifici della categoria sono stai premiati e, dopo essere rimasti chiusi per mesi durante il lockdown, perché considerate attività a rischio per i possibili contagi, hanno ripreso a pieno regime nel rispetto di tutte norme anti Covid, mascherine, sanificazione dei locali, e distanziamento soprattutto.

Soddisfatta la CNA che, come si legge in una nota “si è mossa fin da subito per sostenere le ragioni di una categoria che in questi mesi ha dato prova di grande affidabilità e serietà, rispettando in maniera scrupolosa i protocolli sanitari antiCovid. Una categoria che aveva già pagato a caro prezzo il lockdown e che non avrebbe potuto sopportare un’ulteriore chiusura”.

Ricordiamoci anche del lavoro abusivo, che sarebbe sicuramente agevolato da una nuova stretta.

Di fatto – dice Francesco Rovai, presidente acconciatori Cna Lucca – nei saloni di acconciatura e estetica da sempre c’è la massima attenzione agli aspetti igienico sanitari, con standard di sicurezza estremamente elevati e già attivi anche in tempi precedenti alla pandemia. Per questo sono stati fatti anche investimenti significativi in strumenti per la sanificazione degli ambienti e delle attrezzature, il largo utilizzo di materiali monouso, l’attenzione alla tutela della salute del cliente”.

Anche Maria Elena Boschi ha sottolineato quanto sarebbe illogico penalizzare nuovamente i parrucchieri (qualcuno diceva che non sono considerate attività essenziali): “Obbligare i parrucchieri a chiudere anche se rispettano le regole non è giusto e non ha senso. Trovo ipocrita questo concetto: cosa è essenziale e cosa no? Per chi vive del proprio lavoro sono essenziali quelle attività. Per chi ha investito per sanificare chiudere oggi sarebbe un colpo mortale. Vale ovviamente per tutti, dai teatri ai ristoranti, dai negozi alle librerie ma segnalo il caso dei parrucchieri perché mi sembra l’indice di una certa demagogia nell’affrontare un problema enorme come quello del CoronaVirus”.

 

Quindi amici, andiamo avanti a testa alta con il nostro lavoro, nel rispetto delle regole come sempre e nella speranza di poter continuare ad offrire i nostri servizi… che non fanno bene solo all’aspetto ma anche al cuore!!

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