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Parrucchieri che tentano di trovare giovani pronti a imparare il mestiere, ma niente: l’offerta di lavoro in questo settori è quasi inesistente o insufficiente a coprire le richieste.
Sono decine i saloni che vogliono assumere ma che non trovano personale, né alle prime armi nè qualificato

La verità dei numeri
Viviamo in un paese nella nel quale i lavoratori sono pagati una miseria e se provano a ribellarsi vengono anche cacciati. La verità è che in Italia un ragazzo può essere pagato una miseria e deve accettare perché altrimenti rimane a spasso. Il mitico reddito di cittadinanza, poi, in realtà è una misura di contrasto alla povertà che funziona molto poco.  La realtà del lavoro in Italia è molto diversa. Purtroppo non viviamo in questo fantastico paese dove vengono offerti €3000 di stipendio e nessuno accetta. La verità è che viviamo in un paese dove i numeri della povertà sono sempre più forti e addirittura 4 milioni di famiglie non riescono neanche a pagare le bollette.

Il reddito di cittadinanza sicuramente non aiuta. Perchè qualcuno dovrebbe venire a lavorare per 1200 euro (e l’offerta spesso è ben lontana da questa cifra) quando restando sul divano ne prenderebbe circa 700 e e facendo un paio di lavoretti nelle case andrebbe alla fine a guadagnare ben di più?

I giovani non vogliono più spaccarsi la schiena, ore ore in piedi a lavorare .. etc etc ”. Ci sono dei casi certo, ma le cause del fenomeno sono ben più complesse. Ma tale cambiamento deve inevitabilmente partire dagli imprenditori.

“IF YOU PAY PEANUTS, YOU GET MONKEYS”  un detto americano, ovvero se paghi in noccioline arrivano le scimmie, intesa come metafora del fatto che se paghi poco ottieni poco (senza offendere i simpatici primati)
Oggi la situazione  è ulteriormente cambiata e se paghi poco, non arriva nessuno, anzi se bene vanno prima ancora di aver un altro lavoro.

Negli Stati Uniti (di solito precursori di quello che succede nel mondo delle mode e del lavoro nel bene e nel male)  è già realtà. McEntire Produce – azienda del settore alimentare con 600 dipendenti e 170 milioni di dollari di fatturato – ha assunto un manager che ha il compito di persuadere i dipendenti a non licenziarsi. Negli Stati Uniti, infatti, il problema delle dimissioni di massa è molto forte. Dal 2021 è in atto un vero e proprio rivolgimento nel mondo del lavoro, con milioni di dipendenti che si licenziano, con o senza un nuovo impiego tra le mani. Viene chiamato Great Resignation e sta facendo impazzire analisti e imprenditori che non riescono a trovarne le cause. Secondo McKinsey, tra aprile e settembre 2021, 19 milioni di americani si sono dimessi, mentre sono stati 4,5 milioni nel solo mese di novembre, un record storico. Per cercare di frenare l’emorraggia di lavoratori, le imprese hanno tentato diverse soluzioni. Amazon, per esempio, ha dato ai propri dipendenti un bonus di 3mila dollari prima di Natale. Altre società hanno accordato aumenti di stipendio. Walmart, il più grande datore di lavoro privato negli Usa, che in settembre ha aumentato il salario minimo a 12 dollari all’ora, ben al di sopra dell’asticella federale di 7,25 dollari. Si sono anche allentati i requisiti per essere assunti: sono molti gli annunci in cui si ricercano persone senza esperienza. Altre imprese invece hanno investito importanti risorse nella formazione del personale come Google.

La domanda è, se negli USA si licenziano con stipendi normali, voi come pensate di trovare o tenere un collaboratore pagandolo un nulla rapportato al costo della vita attuale. Diciamo la verità: in Italia un apprendista parrucchiere viene sempre sottopagato e questo è sicuramente il primo motivo per cui le persone talentuose (o anche solo responsabili) declinano le offerte di lavoro.

E in Italia? Se guardiamo alla sola provincia di Lucca nel 2021 sono stai quasi 6000 le persone che si sono licenziate circa il 10% avevano un corteo a tempo determinato.In Sardegna 14mila persone hanno preferito licenziarsi e In tutta la Lombardia sono stati 420 mila le persone che si sono dimesse dal proprio posto di lavoro.

Questo solo per farvi ragionare sul fenomeno. Spesso, nei saloni  si vuole assumere  per trovare più tempo libero non per una reale necessità. Magari sì è a tappo il sabato, ma il resto della settima la situazione e più gestibile e questo neanche tutti i mesi dell’anno. Manca  un progetto che mandi il salone a pieno regime anche nei giorni in cui attualmente si ha meno lavoro. E allora ci si concentra sul sabato della situazione (ma potrebbe benissimo essere il giovedì o un altro giorno) per porre rimedio a quel giorno assumendo qualcuno. Il che sarebbe anche buono, ma solo se si sapesse come di fatto poi occupare il tempo di questa persona nei momenti in cui non si ha lavoro e la strategia di metterlo a pulire lavelli o spazzole non è una buona strategia. Se la persona inserita fosse sempre “full” la si potrebbe pagare di più e il problema di trovare qualcuno non sussisterebbe. Mettiamo che assumete il vostro classico apprendista. La prima domanda è: Perchè lo devo assumere? Se la risposta è avere un clone di se stessi in alcuni lavori già si sta partendo con il piede sbagliato. Dovreste assumere per liberare il vostro tempo in modo che voi possiate meglio concentrarvi su come moltiplicare i clienti nei giorni in cui non ci sono per esempio e non per farvi dare una mano mentre tagliate i capelli.

Mettiamo che nel vostro salone il sabato fate 6 tagli/colore/piega per una media di 100 euro (una cifra a caso per facilitare  conti) Sarebbero 600 euro che se riusciste a fare tutti i giorni porterebbero a 600×5 = 3000 euro = 12000 al mese = 144000 euro all’anno, senza contare tutti gli altri servizi. A questo punto quanto siete disposti a pagare una persona che faccia questo per voi, mentre voi potete studiare un sistema per trovare altri clienti e affiancare quindi questa persona. Se voi aveste la certezza che il vostro dipendente generasse 144000 euro quanto sareste disposi a pagarlo? E’ chiaro che è una provocazione, ci sono le ferie, e tutto il resto da considerare, ma anche se lui generasse centomila euro di fatturato, varrebbe la pena pagarlo i 1200 euro che avete in mente ( e in molte realtà sono molti meno) o varrebbe la pena molto di più?

Capite che il problema non è lui, ma siete voi che non avete la minima idea di come fare a trovare ogni giorno che siete aperti 6 persone disposte a darvi 100 euro per i vostri servizi in modo da pagare il vostro collaboratore. Questa è ovviamente una piccola provocazione, ma che ha un a grande verità: E’ più importante capire come generare clienti, o continuare a  tagliare, colorare e cercare qualcuno che nel mentre ci dia una mano pagandolo il meno possibile?

Perchè un salone sceglie quindi di assumere una figura senza esperienza? Per pagarla poco o per formarla in modo che questa resti. A questo punto dovete fare vedere a questa persona il progetto che avete su di lui e in quanto tempo intendete realizzarlo.
Quanto costerà al salone, cosa imparerà e quando lui raggiungerà il break vent Point  (punto di pareggio di quanto lo pagate e di quanto utile lui genera). Prima impara e prima guadagnate, ma se si limita solo darvi una mano, sarà sempre e solo un costo e in un piccolo salone non è possibile permettersi un costo di questo tipo.

Quando andate a fare i corsi che magari ve li vendono dietro acquisti di prodotti, questi soldi che state spendendo  potete scriverli come costo o come investimento nel vostro bilancio. Se li mettete come investimento avete un tempo prestabilito per rientrare quindi dovete aver ben chiaro cosa dovete fare nel vostro prossimo futuro. Lo stesso per il vostro dipendente … inseritelo come investimento nel vostro salone, non come costo. Solo così lo pagherete di più e lui sarà felice di lavorare per voi.

Questo è altro ancora lo trovate nel gruppo che non vogliono che i parrucchieri trovino
www.parrucchierandoondemand.com

 

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