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di opux » meno di un minuto fa

Ebbene siamo arrivati al capitolo che credo sia più importante da conoscere e cioè:
“Gli effetti sulla salute dell’uomo”
Mi raccomando, leggete con molta attenzione, non dimenticate mai di prendere le necessarie precauzioni e, soprattutto, imparate a leggere gli INCI per capire che prodotto state utilizzando e di conseguenza, che effetti può avere sulla vostra salute e quella delle clienti…..
RICORDATE, NON DATE MAI NIENTE PER SCONTATO, NE VA DELLA VOSTRA SALUTE!!

3.1 Modalità di esposizione
L’esposizione a prodotti nocivi si può verificare in tutte le diverse fasi lavorative
descritte nel capitolo 1. Tale esposizione può avvenire sia per contatto con la
sostanza, ad esempio durante le fasi di preparazione e applicazione di prodotti
decoloranti, tinture, liquidi per permanente, sia per inalazione dei vapori e dell’aerosol
da loro liberati. Inoltre una esposizione per inalazione può aver luogo anche
durante l’applicazione di lacche spray durante la fase di messa in piega.
3.2 Patologie
Le patologie più frequentemente riscontrate nei parrucchieri, in riferimento agli
agenti chimici, sono rappresentate da affezioni a carico della cute (dermatiti da contatto)
e dell’apparato respiratorio (rinite ed asma bronchiale).
3.2.1 Dermatiti
Gli agenti chimici presenti nei prodotti utilizzati determinano frequentemente dermatiti
da contatto, con meccanismo che può essere di tipo irritativo (dermatiti irritative
da contatto o DIC) o di tipo allergico (dermatiti allergiche da contatto o
DAC).
Dermatiti irritative da contatto (DIC)
Nelle dermatiti di tipo irritativo si manifestano, accompagnate da bruciore, lesioni
cutanee che interessano esclusivamente le sedi di contatto e quindi le mani ed
eventualmente gli avambracci.
Il prolungato contatto con l’acqua e l’aria calda degli asciugacapelli facilita l’aggressione
da parte degli agenti chimici.
A loro volta le dermatiti irritative, alterando la normale funzione di barriera della
cute, possono rappresentare un terreno che favorisce lo sviluppo di una dermatite
da contatto allergico.
La gravità delle lesioni cutanee è legata alle caratteristiche della sostanza in questione
e alla sua concentrazione. Si va da quadri clinici semplici di arrossamento o
fine desquamazione a quadri più gravi, anche se più rari, caratterizzati dalla comparsa
di vescicole o bolle.
Le lesioni possono cronicizzare, se persiste lo stimolo irritativo, e portare ad
aumento di spessore della cute con perdita di elasticità ed eventuale formazione di
piccole lesioni dolenti che rimarginano con difficoltà (ragadi).
Le sostanze chimiche in causa sono, per lo più:
persolfati (nei prodotti decoloranti);
glicolati (nei liquidi per permanenti);
acqua ossigenata, ammoniaca (in decoloranti e tinture permanenti).
Dermatiti allergiche da contatto (DAC)
A differenza di quella irritativa lo sviluppo della dermatite allergica da contatto è
legato, oltre che al tipo di agente in questione, e quindi al suo maggiore o minore
potere allergizzante a seconda delle sue caratteristiche chimiche anche, e soprattutto,
ad una risposta individuale specifica di ipersensibilità. In altre parole, il prodotto
utilizzato agisce attraverso un meccanismo non irritativo ma di tipo allergico e quindi
legato non alla quantità della sostanza ma alla particolare predisposizione del soggetto
che reagisce in maniera abnorme nei confronti di sostanze per altri innocue.
La DAC è caratterizzata dallo sviluppo di lesioni cutanee pruriginose.Tali alterazioni,
a differenza della DIC che, legata ad un meccanismo irritativo, colpisce tipica-
mente le sedi cutanee di contatto, si presentano non soltanto a carico delle mani
ma anche in sedi distanti, in quanto legate a particolari cellule “sensibilizzate” che
circolano nel sangue.
Le lesioni sono rappresentate, in fase acuta, da arrossamento, gonfiore e vescicole
pruriginose più spesso alle regioni dorsali delle mani che alle regioni palmari colpite
invece dalla DIC, con tendenza ad estendersi anche ad altre sedi, soprattutto alle
palpebre, ma anche alla schiena e agli arti inferiori.
Le manifestazioni guariscono con difficoltà e portano alla formazione di croste e a
desquamazione a piccole lamelle, che, molte volte, può rappresentare fin dall’inizio
l’unica manifestazione clinica.
Nella fase cronica la cute si presenta ispessita, secca e spesso con fissurazioni e
ragadi.
L’insorgenza delle lesioni è lenta così come la guarigione che, molto spesso, è seguita
da ricadute sempre più gravi.
Si possono manifestare, inoltre, complicazioni infettive da batteri o da funghi specialmente
se sono presenti lesioni da grattamento legate al prurito.
Un’altra complicanza è legata al fatto che il soggetto, dapprima sensibilizzato nei
confronti di una sostanza, si sensibilizza poi facilmente, considerata la sua predisposizione,
anche nei confronti di altre sostanze, soprattutto se queste hanno una
struttura chimica affine alla prima.
Una forma particolare, anche se meno frequente, di dermatite da contatto è rappresentata
dall’orticaria, caratterizzata da rilievi cutanei arrossati, pruriginosi e fugaci
(ponfi); possono essere localizzati alle sedi di contatto o diffusi.
La diagnosi di DAC si basa sui rilievi clinici e su prove allergologiche rappresentate,
nella maggior parte dei casi, dai test epicutanei o patch-test che consistono nell’applicazione
della sostanza chimica sospetta e opportunamente diluita in soluzione o
in pomata, sulla cute della schiena del soggetto. Una risposta positiva si manifesta
con la comparsa, entro 24-48 ore, di arrossamento, gonfiore o vescicolazione.
Gli agenti chimici più spesso responsabili dell’insorgenza di una DAC nei parrucchieri
risultano essere:
• para-fenilendiammina e para-toluendiammina (in tinture permanenti);
• glicolati (nei liquidi per permanenti);
• persolfati (in prodotti decoloranti);
• essenze dei profumi (negli shampoo, balsami e creme);
• coloranti vegetali tipo hennè.
Bisogna, inoltre, tenere presente il notevole potere allergizzante del nichel, presente
in forbici, beccucci ecc. la cui liberazione è favorita dal contatto con liquidi per
permanenti.
Infine si segnala la possibilità dell’insorgenza di allergie cutanee in seguito all’uso di
guanti di protezione in lattice a causa del suo potere allergizzante.
3.2.2 Patologie a carico dell’apparato respiratorio
Un’altra via di penetrazione degli agenti chimici presenti negli ambienti di lavoro è
quella inalatoria con possibilità di effetti patologici a livello delle mucose dell’apparato
respiratorio.
Si tratta sostanzialmente di manifestazioni allergiche legate, come nel caso delle
DAC anche se con meccanismo diverso, a due condizioni: da una parte la presenza
di un agente chimico sensibilizzante e dall’altra la risposta abnorme di soggetti
costituzionalmente predisposti.
Le manifestazioni più comuni sono rappresentate da rinite e asma bronchiale.
Molto spesso i soggetti che presentano tali patologie professionali hanno manifestato
in precedenza fenomeni analoghi per sensibilizzazione nei confronti di sostanze
allergizzanti presenti negli ambienti di vita (acari delle polveri domestiche, peli di
animali, polveri di Graminacee ed altri).
Rinite
È caratterizzata da starnuti ed ostruzione nasale e si distingue dal banale raffreddore
per essere legata non a episodi stagionali ma all’inalazione di sostanze presenti
nell’ambiente di lavoro.
Si accompagna spesso a fenomeni allergici a carico delle mucose congiuntivali quali
arrossamento e lacrimazione.
Asma bronchiale
Si manifesta clinicamente con crisi parossistiche di broncospasmo, cioè di difficoltà
respiratoria dovuta all’ostruzione delle vie aeree per contrazione dei bronchi e
secrezione mucosa.
Le crisi possono durare da alcuni minuti a ore e possono richiedere con urgenza
l’intervento del medico.
Una volta risolto l’attacco acuto è necessaria una corretta diagnosi da parte del
medico al quale il lavoratore dovrà fornire utili elementi riguardo ai prodotti utilizzati
ed all’insorgenza dei sintomi. Si rendono, inoltre, necessari ulteriori accertamenti
sia per studiare la funzionalità respiratoria sia per individuare, con opportune
prove allergometriche, la sostanza che ha determinato la crisi asmatica.
Con l’andare del tempo l’asma può cronicizzare, complicarsi con fenomeni bronchitici
e portare a quadri di broncopneumopatia cronica.
Le sostanze chimiche più frequentemente in causa sono:
para-fenilendiammina (in tinture),
persolfati (in prodotti decoloranti),
lattice dei guanti (utilizzati o direttamente dall’operatore o da altro personale).
3.2.3 Altri effetti patologici
Nel 1993 la IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, legata
all’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha concluso per una “evidenza limitata” di
relazione tra insorgenza di tumori, in particolare di cancro alla vescica, e lavoro dei
parrucchieri. In altre parole, l’associazione causale è stata ritenuta credibile ma non
si sono potuti escludere la casualità ed altri fattori di confondimento.
Si tratta di un giudizio basato su studi riferiti all’esposizione del passato e quindi a
prodotti a composizione chimica diversa da quella attuale.
A seguito dell’emanazione della legge 713/86 tale composizione è, infatti, sempre più
controllata dalla normativa tenendo conto delle risultanze scientifiche sulla pericolosità
accertata o presunta delle diverse sostanze.

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