Cari Parrucchierandi,

per la consueta rubrica in collaborazione con gli amici di Boss S.r.L. oggi parliamo di re-inventarsi per stare al passo con i tempi che cambiano ad una velocità vorticosa! Enjoy! 😉

“Il mercato della coiffure diviene ogni giorno sempre più articolato, portando gli acconciatori a far sempre più fronte a nuove sfide e concorrenti. Si avverte quindi la necessità di trovare una soluzione per reagire ai nuovi orientamenti: la risposta è da cercare in noi stessi, in nuove idee e nella capacità di sapersi reinventare. D’altro canto la storia ci insegna come la professione dell’acconciatore sia sempre stata in evoluzione, in grado di riscoprirsi. Fin dall’epoca egizia i barbieri godevano di importanza sociale: erano le persone più illustri e rispettate, in quanto responsabili della rasatura dei sacerdoti. Allo stesso modo accadeva nella Grecia Antica, nel dominio di Alessandro Magno, fino ad arrivare al nostro popolo, l’Impero Romano, dove i barbieri erano chiamati “Tonsori” e la loro professione era estremamente rispettata. I barbieri nel corso dei secoli non si limitarono solo all’attività professionale tradizionale, ma svolsero anche compiti come il salasso, estrazione dentale, interventi chirurgici minori e studi di anatomia umana sui corpi.

I loro incarichi si trovarono spesso in competizione con la professione dei medici. Così che dalla seconda metà del Settecento Re Giorgio II di Gran Bretagna e Re Luigi XIV di Francia decisero di separare le due gilde, limitando i barbieri solo alla cure dei capelli. Questa considerevole trasformazione provocò un calo e una perdita di prestigio nella professione, tale per cui nell’800 le botteghe dei barbieri divennero luoghi insalubri e frequentati da persone di basso ceto. Tuttavia, un nuovo approccio sulle pettinature della gente generò un recupero della loro rilevanza sociale e dalla seconda metà del XIX secolo tornarono all’antico splendore ottenendo una rinascita gloriosa per la loro attività. Così come nel passato, anche oggi gli acconciatori necessitano di nuove immagini per non perdere o per guadagnare la loro reputazione. La risposta è da ricercare in servizi innovativi: occorre smettere di vendere servizi e prodotti, è necessario vendere soluzioni ed emozioni. Il cliente non sarà più sorpreso dall’impeccabile taglio o dalla qualità dei prodotti, perché queste sono cose che si aspetta già di ottenere. Si dovrà offrire qualcosa di più, qualcosa che crei emozione: stravolgere il tradizionale, che può prendere forma nel trattamento aggiungendo quel “qualcosa in più” alla classica piega. Si potrebbe allargare l’orizzonte anche a servizi dissimili, come già avveniva nell’antica Grecia, dove i barbieri rappresentavano luoghi d’incontro per uomini, analoghi a club e i clienti godevano di riunioni, con lunghe conversazioni di filosofia, politica o questioni comunali. Oggi, infatti, nuove tendenze si stanno sviluppando all’interno dei saloni di acconciatura, come la vendita di vestiti, permettendo di curare l’immagine delle clienti da capo a piedi, piuttosto che servizi di bar/ristorazione dove “prenderle per la gola”. Nella nostra epoca la base del successo consiste in servizi innovativi, ma questi non possono prescindere da un’accurata pianificazione. Proponendoli ai nostri clienti in modo regolare e strutturato, potremo incrementare il nostro fatturato puntando all’obiettivo massimo che si aggira mensilmente intorno tra i 20 e i 30 servizi innovativi ogni 100 passaggi cassa (leggi “pieghe”). L’informatica in questo caso potrà esserci di sicuro supporto, poiché difficilmente riusciremmo a calcolare gli obiettivi che ci siamo prefissati contando i servizi ricevuta per ricevuta. Il giusto software gestionale, che raccoglie tutte le informazioni che ci servono attraverso la sola emissione del conto, alla pressione di un tasto sarà in grado di comunicarci quanto siamo vicini al nostro obiettivo. Incuriosire, sorprendere, stupire ed emozionare sono i nuovi elementi chiave per il successo!

Monica Bon & Alessandra Gerardi Ufficio Studi BOSS S.r.l.”

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