In un periodo in cui si parla moltissimo di sostenibilità ambientale e in cui molte aziende tricologiche si stanno adeguando mettendo in produzione prodotti sempre più green e packaging eco friendly, è interessante questa iniziativa presa da un collettivo di ambientalisti in Gran Bretagna che utilizzano proprio i capelli donati dai parrucchieri per ripulire gli oceani, eliminare il petrolio dai mari, produrre compost o generare energia.

Come funziona? Molto semplice, è proprio Fry Taylor, uno dei fondatori del Green Salon Collective, a mostrare come utilizzare i capelli per realizzare filtri anti-inquinamento nel suo salone dell’est di Londra.

Versa dell’acqua in un serbatoio, poi aggiunge olio per motori e infine srotola una rete di cotone che imbottisce di capelli. Una volta completato il filtro, lo fa scivolare sulla superficie dell’acqua inquinata e pochi secondi dopo è di nuovo pulita. In questo modo i capelli assorbono naturalmente l’olio e lo trattengono.

E la cosa funziona molto bene, infatti, in un anno, 600 saloni nel Regno Unito e in Irlanda hanno aderito al collettivo, che ha raccolto circa 500 chili di capelli e se considerate che, secondo gli esperti, un chilogrammo di capelli assorbe fino a 8 litri di petrolio…. I conti sono presto fatti! L’idea di usarli come filtri disinquinanti, a onor del vero, arriva dagli Stati Uniti ed è stata sperimentata in tutto il mondo per assorbire il petrolio in mare, come durante la marea nera causata dall’affondamento di una petroliera giapponese al largo di Mauritius nel luglio 2020.

L’idea ora è quella di esportare il progetto anche in altri Paesi europei e, perché no, anche in Italia.

Pronti a fare la raccolta dei capelli?? Il nostro pianeta, di sicuro, ringrazia!

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