Francesca Romano, coach e scrittrice, ha da poco terminato il libro “Leadership al femminile” edito da Mondadori.

 

L’abbiamo incontrata per parlare di questo testo e dell’omonimo corso, che inizia lunedì 27 ottobre a Milano.

 

Perchè si distingue la leadership femminile da quella maschile, che cosa cambia?

 

La leadership maschile è quella del guerriero, i cui tratti caratterizzanti sono la forza e il potere, l’autoritarietà.

 

La leadership al femminile ha cartteristiche di approccio alle relazioni totalmente diverse: empatia, capacità di ascolto e di condividere, vulnerabilità.

 

La leadership femminile è meno autorevole e più amorevole e improntata alla condivisione: si vince e si perde insieme, si fa autoanalisi e si tende a lodare quanto realizzato invece di arrabbiarsi per quanto non riuscito.

 

È importante sottolineare che le due tipologie di leadership non devono necessariamente essere appannaggio esclusivo dell’uno o dell’altro sesso, quanto, piuttosto essere utilizzate da entrambi in maniera complementare a seconda della situazione che ci troviamo ad affrontare.

 

Quali sono le difficoltà, oggi, che una donna leader, o aspirante tale, si trova ad affrontare?

 

Oggi le donne vogliono avere il potere ma, anziché usare la leadership femminile si mascolinizzano facendo prevalere la forza, il potere e l’autoritarietà quando, invece, la vera forza è mantenere la propria femminilità con tutto ciò che questo comporta.

 

La donna, per natura, è pronta al sacrificio, il guerriero è pronto a sacrificare gli altri.

 

Il mondo di oggi è pieno di donne con le palle che si sono dimenticate le tette (!), nel senso che hanno perso di vista la loro essenza femminile.

 

La donna porta con sè grandi valori, per questo nel libro ho voluto citare due donne, due personaggi storici non eclatanti ma estremamente importanti, che con il loro amore e la loro voglia di condividere hanno notevolmente contribuito a cambiare il mondo. Mi riferisco a Olympe de Gouges, una donna parigina vissuta a fine Settecento che ha lottato per i diritti delle donne e a Sojournère Trouth, donna di colore nata schiava a New York nel Settecento che ha lottato per i propri diritti di donna e madre per liberare i propri figli dalla schiavitù.

 

Le donne combattono senza uccidere ma radunando similitudini, usando la comunicazione.

 

Qual è l’obiettivo del libro?

 

Il libro prende in esame dieci risorse tipicamente femminili: l’autoanalisi, l’acutezza sensoriale, la condivisione, l’affettività, la predisposizione all’ascolto attivo, il continuo miglioramento, il desiderio di contribuire, il multitasking, l’abilità di sognare e l’istinto.

 

Risorse che, se non usate nel modo corretto, possono diventare un limite.

 

Il libro, così come il corso, vogliono essere proprio una guida alla presa di consapevolezza rispetto alle caratteristiche della leadership femminile e al modo di usarle in maniera appropriata, per questo vengono forniti dei suggerimenti pratici, per ottenere risultati nelle relazioni interpersonali e con se stessi.

 

Appuntamento, dunque, lunedì 27 ottobre all’hotel Ramada di via Stamira d’Ancona 27 a Milano.

 

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