In questo momento le tue MANI ti permettono di tenere il libello che leggerai, di toccare di agire attraverso il comando della tua testa, le tue mani ti permettono di vivere l’esperienza compiuta di un gesto che diamo per scontato: quello di toccare, sentire attraverso le mani, di muovere, di sfogliare, di poter assaporare attraverso il tatto.

Le MANI rappresentano la vera diversità dagli animali.

Le MANI sono la mente in movimento

Se gli occhi sono la nostra finestra sul mondo, le mani aprono la porta al mondo che c’è dentro e fuori di noi.

MANO

MANIFESTAZIONE

ANCESTRALE

della

NOSTRA

ONNIPRESENZA

Gli Dei donarono l’intelletto e le mani per differenziare l’uomo dagli animali,

L’uomo è un DIO in terra perché è con le mani e con l’intelletto che ha realizzato la famiglia, il lavoro, la società, ha imparato a difendersi.

Con le mani e l’intelletto ha potuto godere del piacere e del valore di una CAREZZA.

La mano fa la sua prima comparsa all’interno di una riflessione filosofica articolata con il De PARTICBUS ANIMALIUM di Aristotele ( 384/2-322 a.C.) nell’ambito di un confronto tra corpo  umano e corpi animali: se Platone  ( 427-347 a.C) aveva interpretato la postura eretta come segno dell’origine divina dell’anima umana ed emblema della superiorità dell’uomo rispetto agli animali ripiegati con la testa e il ventre verso terra , Aristotele allarga la prospettiva e si sofferma sulla mano che  costruisce, afferra e utilizza strumenti: grazie al gioco che le dita esprimono aprendosi e chiudendosi afferrando e lasciando.

Diventa anche artiglio, chela, corno, lancia, spada e qualsivoglia altra arma o strumento, potrà essere questa cosa, infatti, perché può prendere e tenere ogni cosa.

Come strumento prima degli strumenti potendo diventare ogni strumento che afferra, la mano appare analoga all’anima che esercitando la facoltà sensitiva e quella intellettiva è in certo modo tutti gli esseri.

Il nesso tra le mani e l’intelletto, tuttavia, non è soltanto analogico, al riguardo, Aristotele introduce un dilemma a struttura circolare, contrapponendo la propria concezione a quella di Anassagora, si tratta di stabilire se l’uomo sia più intelligente degli animali grazie all’avere le mani, o se abbia ottenuto le mani essendo il più intelligente.

Adattando la seconda opzione, Aristotele sostiene che la natura ha dato le mani ad un essere capace di servirsene, come conviene assegnare l’arte flautistica a chi è flautista. Anassagora, al contrario avrebbe individuato nell’attività della mano che separa ed unisce un primo stadio del processo conoscitivo che contraddistingue.

C’è chi ritiene che l’intelligenza possa venire prima dell’uso delle mani, l’intelligenza viene per prima, perchè ci fa fare tutto, ci fa pensare una cosa se è giusta e sbagliata. Ma ecco che ,  anche in una prospettiva “evolutiva” , si arriva ad ipotizzare che usando le mani gli uomini abbiano iniziato a “riempire” il cervello  e a capire le cose,  le mani perché tanto tempo fa gli uomini avevano ed era vuoto, allora usavano le mani e dopo , piano piano , capivano.

Così, conversando si arriva a toccare il concetto di casualità circolare, pensando che uso delle mani e uso dell’intelletto siano alimentati vicendevolmente.

Se non sai prenderla per mano, non sfiorarla.

Indico, prendo, bevo, mangio, lavoro, leggo, scrivo, guido, accarezzo, telefono, costruisco, amo, respingo, suggerisco, accolgo, tengo, trattengo, taglio i capelli, cucio, mangio, gioco, sento, esprimo e ricevo rabbia, gioia, amore …. tutto con le mie mani.

Farsi tenere per mano,

Dammi la tua mano

Prega a mani giunte

Mi fa male qui (e la mano indica il dove ….)

Le mani trasmettono

Le mani comunicano

Le mani curano

Le mani uccidono

Le mani cacciano

Le mani seminano

Le mani arricchiscono di significato la vita

L’immensità della musica non sta nella mani di tutti gli umani insieme, ma la musica senza le mani che la eseguono  ne sarebbe orfana

L’arte della pittura racconta di soggetti, uomini e donne nobili, mettendo sempre in evidenza le mani: così era la rappresentazione  degli aristocratici.

Mani che non dovevano essere usate per lavorare: questa era la misura dell’importanza e dello status sociale.

Oggi se usi le mani sei nuovamente nelle condizioni di poter incidere sul futuro, perché crei e non produci solamente; oggi usare le mani ci ricorda quanto la società è MANI dipendente.

Demiurgo

Nell’antica Grecia era il nome con cui venivano designati gli artigiani liberi, in contrapposizione agli schiavi. Oggi essere musicisti, ebanisti, muratori, contadini, mette in evidenza il valore di usare le mani per il bene collettivo. Chi tra loro userà lo “strumento degli strumenti” nel modo più articolato e abile, sarà capace di usare il maggior numero di “strumenti” costruiti dall’uomo; chi sarà capace di usarli nella maniera più versatile, diverrà certamente capostipite di una nuova evoluzione.

Evoluzione che ancora una volta passa dalle MANI.

Dalle mani e per le mani passano anche le nuove tecnologie e il loro utilizzo.

Le tecnologie sembra vogliano prendere più spazio nella vita degli umani, ma sempre in rapporto alle mani queste funzioneranno al meglio, e sempre grazie alle mani la tecnologia si affermerà nella società

Le MANI parlano, i gesti si fanno comprendere attraverso gli alfabeti, attraverso il tatto, le mani ci fanno vivere la realtà circostante con la loro funzione.

Le mani parlano attraverso gesti oggi come ieri. In origine erano l’unico sistema, poi ci si è affinati e le mani parlano il linguaggio dei segni, alfabeto per i sordo muti.

 Permettono ai non vedenti di avere modo di leggere, percepire il mondo, riconoscere le persone, le mani per loro sono l’amplificatore e il permesso di vivere la vita, sviluppati alla massima capacità come per gli altri sensi le mani donano vita e compensano vita.

Una sera nell’associazione per non vedenti vivo un’esperienza affascinante: IL PERCORSO NEL BUIO, una passeggiata fatta solo attraverso rumori per mimare la realtà che loro vivono, una cena per far comprendere quante cose si danno per scontate. L’unico vero strumento che ci ha permesso di vedere sono state le MANI.

Toccavano, avanzavano, proteggevano, comprendevano, anticipavano: le mani sono state il mio sensore, la mia comunicazione con me stesso.

Riconoscere la morbidezza, la durezza, il freddo il caldo, il rischio e l’opportunità, è frutto della interazione tra intelletto e mani, che sviluppano il loro “accordo” in maniera straordinaria 

Dagli dei ai filosofi, da Darwin al contadino tutti sappiamo il valore dell’uso e della capacità che questo strumento U-MANO può.

Essere ARTIGIANO è

ARTE           

MENTE                  

MANO

ossia                          

OPERA     

INTELLETTO    

REALIZZAZIONE

La triade di OCCHI, MENTE E MANI, rende perfettibile i gesti, l’esempio sta nel sapere che un artigiano deve poter passare almeno diecimila ore di esercizio manuale per potersi ritenere abile a sufficienza e per iniziare a perfezionarsi, obiettivo perseguibile solo se la triade resta unita.

Pensate poi all’esperienza che il mio fare mestiere mi permette di vivere: un semplice e straordinario gesto del BARBITONSORE, quello di radere un viso, è l’essenza di tutto quello che vi ho raccontato e non per insegnare, ma solo per ricordare.

“Quando eseguo una rasatura ad un certo punto chiudo gli occhi: gli occhi aperti guardano, ma solo quando sono chiusi riescono a vedere attraverso le dita della mano, sentono la direzione del pelo, sentono la sofferenza o il piacere della pelle. Non sempre gli occhi aperti riescono a fare tutto questo.

Gli occhi aperti guardano, gli occhi chiusi vedono … se accompagnati dalle MANI!

Con le mani protese al nuovo anno vi auguro di saper tenere gli occhi chiusi per meglio vedere e percepire il vostro mondo circostante: massima percezione, non assopimento.

BUON 2016!                   

FRANCESCO CIRIGNOTTA

FC

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