C’è ancora molto da lavorare per combattere definitivamente, o almeno in gran parte, la piaga dell’abusivismo.
A lanciare l’ennesimo allarme è Confartigianato Firenze: lo sapevate che il 30% del fatturato va in fumo a causa di chi opera abusivamente? Una perdita pari in media a 30 milioni di euro l’anno, per le 2.500 imprese e gli 8 mila addetti nell’area fiorentina nel settore del benessere, quindi parrucchieri, estetisti, tatuatori e piercing.

Come sappiamo la pandemia ha peggiorato le cose, e la concorrenza è diventata ancora più forte durante il primo lockdown della primavera scorsa, quando le attività di servizi alla persona erano serrati e l’abusivismo aveva più campo libero, pubblicizzando prestazioni a domicilio in piena pandemia. Si calcola che solo in quei mesi la perdita sia stata di ben 20 milioni.

Per correre ai ripari, Confartigianato Imprese Firenze, in collaborazione con il Comune di Firenze, ha scelto di attivare da oggi una campagna social di sensibilizzazione contro i falsi professionisti e l’abusivimo.

Ma non è un problema che riguarda solo la Toscana, è un problema che si ripresenta puntualmente in tutta Italia, mettendo in difficoltà altre migliaia di lavoratori, e che tutte le associazioni regionali dovrebbero prendere in mano con forza.

La campagna è stata pensata per coinvolgere i principali social network e sensibilizzare la clientela contro gli operatori abusivi, richiamando i rischi cui si va incontro: mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie con conseguente rischio per la salute dei clienti, concorrenza sleale nei confronti di chi svolge la propria attività nel rispetto delle regole fiscali, urbanistiche, sicurezza nei luoghi di lavoro e requisiti igienico-sanitari. Le imprese aderenti, inoltre, potranno essere protagoniste personalizzando le card con la loro foto e diventare così testimonial della campagna.

È una bella idea, no? Perché non prenderne esempio e farla anche da altre parti? Forza!!

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