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Forse non tutti lo sanno, ma anche i capelli possono diventare idrofobici, ovvero resistenti all’acqua, e perdere, di conseguenza, la naturale lucentezza risultando secchi e sfibrati. Come aiutare, dunque, una cliente con questo problema?

A creare questa condizione, che rende il capello molto difficile da gestire e da trattare, è soprattutto l’abuso di prodotti filmanti per lo styling che, a lungo andare, creano una pellicola che li “imprigiona” e funge da isolante, abbassando le performance dei trattamenti cosmetici.

I principali responsabili di questo problema sono quei prodotti composti da ingredienti filmogeni e occlusivi, come i siliconi che creano questo film invisibile che in un primo momento dona luminosità ai capelli, ma che a lungo termine ne impedisce l’idratazione.

I capelli idrofobici, quindi, non assorbono abbastanza acqua e non rispondono ai trattamenti di haircare quotidiani. Ma come risolvere il problema? Bisogna liberare i capelli da questa pellicola soffocante prevedendo una sorta di dieta per la chioma utilizzando detergenti specifici. Niente di troppo aggressivo o sgrassante, ma è meglio optare per percorso detox che preveda, prima del lavaggio, un impacco pre-shampoo. Come spiega il dottor Corrado Pifano, chimico farmaceutico esperto in Scienza e Tecnologia Cosmetiche, in questo modo si esporterà la pellicola sfruttando sia le proprietà detergenti dei tensioattivi contenuti nello shampoo che la detersione per affinità lipidica dovuta alla quota oleosa presente nell’impacco.

Dopo questa prima fase di detox, si passa alla ricostruzione scegliendo un prodotto con il pH giusto, in base alle caratteristiche e alla tipologia dei capelli, favorendo l’apertura delle cuticole con un prodotto leggermente alcalinizzante al fine di far penetrare gli ingredienti funzionali. Infine, come terzo step, finalizzare con prodotti a pH tra 4.5 e 4, in modo da sigillare le cuticole e garantire il giusto nutrimento ai capelli.

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