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In questo periodo dell`anno, i tuoi capelli sono particolarmente sotto tiro. L’aria secca in inverno asciuga la fibra capillare, lo shock termico creato dalla differenza di temperatura tra l’interno riscaldato el’esterno freddo è un fattore che contribuisce.
Inoltre, quando le ciocche sono esposte ai raggi Uv, la struttura del capello e la cheratina possono danneggiarsi. Risultato i capelli diventano ancora più secchi e fragili. Per rigenerarli, applica trattamenti intensiviultra-nutrienti, con formule ricche di cheratina

I raggi UV sono dannosi anche in inverno, se l`esposizione è prolungata, soprattutto in presenza di neve, che riflette i raggi del sole, intensificando la loro azione.
È bene quindi non farsi cogliere impreparati e ritrovarsi oltre che con capelli destrutturati anche con un colore indesiderato.

I raggi UV sono altamente reattivi, perciò inducono l`ossidazione delle proteine e degli amminoacidi che caratterizzano la struttura del capello.
I raggi UVA penetrano meno in profondità rispetto ai raggi UVB, perciò la parte più esterna del capello, composta dalle cuticole, subirà danni maggiori rispetto alla parte più interna (corteccia).
Questa situazione si presenta di fatto tutto l’anno. Certamente in inverno si ha un’azione meno aggressiva ma i raggi sono comunque presenti.
Le cuticole, a seguito delle radiazioni, si rompono rendendo il capello più poroso e fragile, mentre gli strati più interni del fusto saranno maggiormente esposti all`azione di fattori atmosferici, meccanici e chimici.
Per quanto riguarda invece i raggi UVB, questi riescono a penetrare in profondità nella fibra del capello, arrivando fino alla corteccia e rischiando di danneggiare la melanina e la cheratina.
Bisogna prestare molta attenzione al fatto che tramite meccanismi di tipo ossidativo, avviene una rottura dei ponti disolfuro che tengono insieme i filamenti di cheratina:
questo fa perdere al capello la sua struttura originaria e si presenta il cosiddetto “effetto paglia”. Il capello appare quindi schiarito, sfibrato e crespo, non corposo.
I danni che può causare il sole ai capelli coinvolgono anche la melanina.
Nel processo di protezione dalla luce, l`ossidazione provoca una degradazione della melanina, con una conseguente schiaritura e viraggi verso toni indesiderati.
I capelli scuri sono maggiormente protetti dalla fotodegradazione, mentre i capelli biondi, castani e rossi sono più sensibili ai raggi UV.
È bene quindi correre ai ripari usando prodotti con filtri protettivi UV che preservano il colore cosmetico e l`idratazione.
Dal tuo parrucchiere troverai il prodotto adatto ai tuoi capelli!

Circa il 10% dell’energia solare è composta di raggi ultravioletti, i cosiddetti raggi UV
Ecco qui sotto come appaiono i capelli sottoposti a questi raggi

Immagini al microscopio elettronico a scansione ad emissione di campo (FE-SEM) della superficie e della sezione trasversale di capelli non esposti a radiazioni ultraviolette (UV) e capelli esposti a radiazioni UV.

Le immagini mostrano la superficie dei capelli non esposta alla radiazione UV osservata a ×500 (a) e ×2000 (b).
La cuticola è stata osservata sotto forma di scaglie sovrapposte l’una sull’altra. D’altra parte, nelle immagini della superficie dei capelli esposta alla radiazione UV osservata a ×500 (c) e ×2000 (d),
sono stati osservati sulla superficie il bordo della cuticola staccato e numerosi fori tra gli strati della cuticola di capelli esposti ai raggi UV.
Contando il numero di fori cuticolari, non sono stati rilevati fori nei capelli non esposti ai raggi UV, mentre nelle immagini della superficie dei capelli esposti ai raggi UV sono stati conteggiati 221 fori cuticole/mm2.

 

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Immagini della superficie dei capelli non esposta ai raggi UV, ×500 (a) e ×2000 (b);
immagini della superficie dei capelli esposta ai raggi UV, ×500 (c) e ×2000 (d);
immagini della sezione trasversale dei capelli non esposti ai raggi UV, ×1000 (e) e ×3200 (f);
immagini della sezione trasversale dei capelli esposti alla radiazione UV, ×1000 (g) e ×3200 (h).

 

 

qui sotto invece un immagine dell’effetto dei raggi UVA e UVB sulle differenti etnie della popolazione
in base a esposizioni da 12 a 48 ore

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fonte immagine https://chemyunion.com

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