La dottoressa Bianca Maria Piraccini, da noi interpellata, replica ai parrucchieri sul discorso stirature brasiliane.

…ed ecco l’intervento della dottoressa Bianca Maria Pirccini che non solo si è dimostrata molto disponibile ma ha dichiarato la sua sensibilità al discorso formaldeide e stirature brasiliane. Pubblichiamo quanto ci ha inviato e speriamo che la dottoressa si unisca a noi nella battaglia per una informazione libera, chiara e il più possibile comprensibile e divulgabile!

Dopo le molteplici risposte lette sul vostro sito ed anche essere stata contattata da una -delle poche!- aziende produttrici di prodotti liscianti per capelli che è priva di formaldeide (la Jean Paul Myne’ , azienda italiana, che mi ha fornito tutte le certificazioni relative agli accertamenti sulla qualità del prodotto, che attestano l’assenza di formaldeide), ritengo sia doveroso un mio ulteriore commento su questo argomento.
La mia intenzione era aggiungere una voce in più che mettesse in guardia parrucchieri e clienti del rischio legato all’uso di prodotti liscianti per capelli contenenti formaldeide. La diffusione di questi prodotti è enorme ed altrettanto lo è la difficoltà a distinguere quali di essi sia in regola con le leggi della UE e non pericoloso per la salute.
Come si può riconoscere la presenza di formaldeide? Solo un’ analisi chimica lo permette. Ma è poco attuabile nella pratica. Nemmeno è utile leggere l’etichetta dei componenti, in quanto spesso la presenza di formaldeide non è citata. Certamente l’odore sprigionato scuotendo il prodotto o dopo il riscaldamento è un buon indicatore, ma non basta.
Ho cercato quindi cosa fosse comune a gran parte di questi trattamenti ed anche facilmente riconoscibile, ed ho trovato che la procedura di applicazione sui capelli è pressoché sempre la stessa. Da qui il mio messaggio, che purtroppo ha incluso nella ‘denuncia’ anche prodotti liscianti applicati con le stesse metodiche, ma assolutamente sicuri e non nocivi. Mi scuso con le aziende che commercializzano questi prodotti liscianti ‘sani’, incluse ingiustamente nel gruppo, i cui nomi e la garanzia di serietà sono anche forniti dal sito.
Spero che questa mia rettifica serva a chiarire l’equivoco, e mantenga viva l’attenzione su questo problema.
BMPiraccini
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