Al Presidente del Consiglio Enrico Letta

Al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando

Dopo 4 anni di rinvii, abrogazioni e riesumazioni del SISTRI – “Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti”, ci siamo stufati di sopportare ancora questa “truffa” a danno delle famiglie e delle imprese.

Nato nel 2007, ma operativo dall’ottobre scorso, avrebbe dovuto semplificare la gestione dei rifiuti e garantire tracciabilità e legalità.

La nascita del Sistri è datata fine 2006, quando la Finanziaria (comma 1116 della Legge 296/2006) stanzia 5 milioni in favore del Ministero dell’Ambiente per la realizzazione di un sistema di tracciabilità dei rifiuti. E basta scorrerne la cronistoria per capire che qualcosa non è andato fin dall’inizio. Concepito e subito battezzato con il segreto di Stato per motivi di “sicurezza nazionale” (in quanto la fornitura era stata affidata, senza gara d’appalto, alla società SELEX del gruppo FINMECCANICA, che avrebbe utilizzato una tecnologia militare), passato attraverso 4 governi e altrettanti Ministri dell’Ambiente, oltre a molti personaggi più o meno noti alcuni, secondo la stampa, oggetto dell’attenzione della magistratura penale, 9 proroghe, un’abrogazione, una rinascita, una sospensione e un rinvio, il SISTRI diventa operativo il 1° ottobre scorso per i trasportatori e i gestori di rifiuti pericolosi.

Tutti i produttori di rifiuti pericolosi invece, anche di un solo grammo all’anno, saranno obbligati a entrare nel vortice del SISTRI dal 3 marzo prossimo.

La tortuosità e la complicazione delle procedure che le imprese dovranno gestire, faranno più che raddoppiare, per famiglie e aziende, il costo della gestione dei rifiuti.

Gli italiani così pagheranno una nuova tassa occulta, che servirà a pagare le numerose prebende o costi occulti che hanno connotato l’affaire SISTRI (si veda il dettaglio in fondo alla pagina l’approfondimento sui costi).

Essendo dimostrato che con il SISTRI non è in alcun modo garantita la tracciabilità in tempo reale e che con l’avvio del sistema si determinerà un ulteriore rallentamento dei controlli sul campo, avremo un grande giubilo delle ecomafie (che comunque non utilizzeranno il sistema, come attualmente ed in passato hanno aggirato gli obblighi di documentazione cartacea, ma ora godranno di un’ulteriore vantaggio concorrenziale rispetto alle imprese corrette ed operanti nella legalità) e un ulteriore impoverimento delle famiglie italiane.

Questa petizione è nata con l’intento di opporsi a questo scandalo, che favorisce, di fatto, “tangentisti” e ecomafie e per difendere le ragioni delle piccole imprese che producono pochissimi rifiuti pericolosi.

Raccogliamo le firme per chiedere definitivamente l’abrogazione del SISTRI!

 

COSTI

Per il produttore:

L’operazione di registrazione nel registro cronologico SISTRI richiede 15 minuti (pari a circa 18 euro) contro 1 minuto (circa 1 euro) necessario per registrare la produzione del rifiuto nel registro di carico e scarico cartaceo.

La movimentazione del rifiuto con il SISRI richiede la compilazione della scheda movimentazione per un tempo impiegato di circa 30 minuti, contro i 2 minuti necessari con le procedure cartacee.

Per il trasportatore:

La presa in carico del rifiuto tramite la conferma della scheda movimentazione richiede circa 20 minuti (pari a 25 euro) contro 1 minuto delle vecchie procedure.

Analogamente lo scarico richiede con il SISTRI circa 15 minuti (pari a 18 euro)

Per il distributore:

La presa in carico tramite il ISISTRI richiede circa 15 minuti (pari a 18 euro) contro i 2 minuti (circa 2 euro) della procedura cartacea.

Il TOTALE dei costi per l’intero sistema di gestione dei rifiuti sarà (il dato è calcolato sulla base dei circa 300.000 MUD relativi a rifiuti pericolosi presentati ogni anno):

Costo annuo per i PRODUTTORI: 60 milioni €

Costo annuo per i TRASPORTATORI: 2,4 mrd €

Costo annuo per i GESTORI: 1 mrd €

Costo annuo TOTALE: 3,5 mrd € (escluso il contributo annuale SISTRI calcolabile in circa 100 mln € all’anno)

Con il sistema cartaceo i costi risultavano pari a:

Costo annuo per i PRODUTTORI: 11 mln €

Costo annuo per i TRASPORTATORI: 215 mln €

Costo annuo per i GESTORI: 98 mln €

Costo annuo TOTALE: 324 milioni €

 

Quindi con il SISTRI la tassa occulta da pagare sarà di oltre 3 miliardi all’anno (o, in altre parole, il costo viene più che decuplicato)

 

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