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Secondo quanto emerso da uno studio condotto da L’Oréal Prodotti Professionali, attraverso un Osservatorio del mercato dell’hairdressing, i numeri del settore nel nostro paese risultano strabilianti:

 7,3 sono i miliardi del fatturato dell’intero settore;

92.000 i saloni presenti in tutta Italia;

190 mila gli occupati nel settore, tra parrucchieri e collaboratori;

23 milioni il numero di donne che nel 2013 hanno frequentato i saloni;

1 milione la media giornaliera di frequenze

7,4 la media delle volte in cui una donna si reca dal proprio parrucchiere.

Dei 23 milioni di donne che nel 2013 hanno frequentato i saloni di hairdressing, 16,8 milioni sono quelle che hanno richiesto il colore che si delinea come il servizio fondamentale per ogni salone rappresentando il 27,2% del fatturato.

Cristina Scocchia, Amministratore Delegato di L’Oréal Italia durante l’incontro con la stampa ha definito il settore della bellezza «il motore trainante dell’economia nel nostro paese» mentre Antonio Martinez-Rumbo, Direttore Generale Italia L’Oréal Prodotti Professionali, ha confermato che «il mestiere dell’acconciatore occupa il quarto posto nella classifica delle professioni più praticate in Italia».

Un mondo dunque che offre notevoli opportunità ai giovani, ma che richiede competenze specifiche e continui aggiornamenti. «L’Oréal – ha precisato Martinez-Rumbo – ha sempre puntato sulla formazione attraverso le Accademie: 110 nel mondo, di cui quattro in Italia, che nel 2013 hanno accolto 14 mila acconciatori, nei 1500 corsi organizzati».  

I propositi sono quelli di favorire la crescita del settore in Italia e nel mondo attraverso la ricerca e la formazione, per far sì che il mestiere del parrucchiere diventi sempre meno artigianale e sempre più professionale.

In Italia, le 257 scuole professionali regionali formano i ragazzi dai 14 ai 18 anni, con percorsi di studio che vanno dai due ai quattro anni rilasciando una semplice qualifica, necessaria per avviare un salone.
Per Antonio Martinez-Rumbo è invece «auspicabile creare, anche in Italia, un percorso di formazione professionale superiore per parrucchieri. Rappresenterebbe – ha concluso – uno stimolo forte per valorizzare questa professione e offrire un servizio sempre più professionale».

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