Ha rivoluzionato il mondo dell’hair style con le sue “teste spettinate”, ha pettinato le dive più famose (Sofia Loren, Naomi, Monica Bellucci, Linda Evangelista per citarne solo alcune), ha creato un impero che vale 22 milioni di Euro e ha più di mille dipendenti.

Aldo Coppola è morto a 73 anni, dopo 15 anni di malattia, nella sua casa di Milano nella notte tra mercoledì e giovedì.
Partito a 12 anni dal salone del padre perché svogliato a scuola, a soli 15 anni vince il primo campionato italiano dell’acconciatura femminile. Non si è più fermato. Ha lanciato mode, tendenze, ha pettinato dive, top model, first ladies: è diventato il simbolo del Made in Italy dell’acconciatura nel mondo.

Negli anni Settanta inizia a collaborare con alcuni settimanali femminili, concretizzando, così, la passione per l’ideazione di acconciature fantastiche e avvicinandosi, al contempo, al mondo della moda: è del 1961 la prima sfilata a palazzo Pitti a Fiernze per il marchio Biki, a cui seguiranno, fra gli altri, Armani, Versace, Ferrè, Valentino e Moschino.
Molte anche le sue innovazioni tecniche, una su tutte quella dello chatouche, alternativa valida e naturale alle mèches.

L’apertura dello storico Salone di Via Manzoni a Milano segna l’inizio della sua intensa collaborazione con il mondo della stampa, il lavoro in salone viene sempre più affiancato a quello redazionale, alle creazioni per il Cosmoprof, le sfilate, gli art book e i calendari in collaborazione con l’Oréal.
Aldo era  sempre pronto a inventare e realizzare qualcosa di nuovo, come le “teste spettinate”, l’abolizione delle tinte chimiche in favore di quelle più naturali, la realizzazione di show sulle tendenze moda-acconciature-make up.

Nel 1992 lancia sul mercato il suo sistema di franchising che oggi conta più di 50 affiliati in Italia – tra cui quello storico di Via Manzoni a Milano – e sedi a Montecarlo, Londra e addirittura Mosca. Il Salone di Corso Garibaldi a Milano  progettato da Philippe Starck è diventato un riferimento per il design, meta di architetti e giornalisti di tutto il mondo. 
Dalla sua esperienza è nata anche l’Accademia che ha sede a Milano e Mosca ed è oggi un importante punto di riferimento per la formazione di nuovi hair stylist. Un impero che da 22 milioni di euro e con più di 1.000 dipendenti.

Un incomparabile creativo e un professionista infaticabile di cui si sentirà la mancanza.

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