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“Non tutte le stirature che vengono dall’America sono nocive!”. Lo ribadisce a gran voce l’azienda italiana Nika che dall’inchiesta della Guardia di Finanza sulle stirature brasiliane è uscita a testa alta. I loro prodotti sono risultati tutti a norma e sono privi di formaldeide. Nika, infatti, è un’azienda italiana con filosofia, concept e soprattutto anima italiana e le stirature che immette sul mercato del Bel Paese provengono dall’America e dalle analisi sono risultate conformi ai requisiti di legge.

Facciamo un passo indietro e spieghiamo, per quanti ancora non lo sapessero, che cosa è successo. Più o meno due anni fa la Guardia di Finanza ha aperto un’inchiesta che aveva come oggetto proprio le stirature brasiliane, indagando in particolare sulla presenza di formaldeide che, in quantità superiore alla norma, è nociva soprattutto per il parrucchiere che la adopera quotidianamente. Sono state ritirati dal mercato italiano tutti i prodotti e tutte le aziende produttrici e importatrici hanno ricevuto un avviso di garanzia. Nika compresa, che ha visto bloccati i suoi prodotti – così come tutti gli altri – per almeno un mese e mezzo. Poi, la settimana scorsa, la GdF ha comunicato i risultati dell’indagine affermando che tutti i prodotti italiani sono in regola mentre i quattro più importanti importatori di stirature risultano indagati e violerebbero la normativa sulla commercializzazione dei prodotti cosmetici. Ed è proprio su questo punto che Nika intende sottolineare la propria posizione.
Ce lo spiega la stessa Benedetta Cordoni, Amministratore di Nika: “Il nostro prodotto di punta è la stiratura Fairy Silk che crea un liscio sublime effetto seta e liscia i capelli e toglie il crespo per tre mesi. La linea comprende i due prodotti a base di Keratina che sono Therapy che è pensato per capelli naturali e afro, e Discipline, dedicato per i capelli colorati e decolorato e trattati chimicamente. Quando due anni fa la Gdf ha avviato l’inchiesta sulla formaldeide, anche noi siamo stati oggetto di indagine perché importiamo da un’azienda straniera e vendiamo sul mercato italiano prodotti stiranti, ma alla fine i nostri prodotto sono risultati conformi”.
“La Gdf ha sequestrato i nostri prodotti – spiega ancora Benedetta Cordoni – e noi abbiamo presentato tutta la documentazione di analisi e quindi la GdF hanno ritirato l’atto d’accusa perché non c’erano i motivi per procedere e hanno annullato il decreto di sequestro. Noi importiamo dall’America che è il paese con la più grande tradizione di stirature e lavoriamo con una grossa azienda, molto corretta, che ci dà ogni prodotto a norma, ma in ogni caso noi qui in Italia facciamo ancora altre analisi sia sul liquido che sul fumo. Investiamo moltissimo in analisi perché per noi è importante conoscere esattamente la formulazione dei prodotti che vendiamo. La nostra filosofia ci impone di scegliere il prodotto migliore nel posto in cui questo ha la maggiore esperienza e se domani volessimo immettere sul mercato italiano per esempio delle lacche, allora andremmo a cercarle là dove vengono realizzate nel modo più corretto e più efficace.
Nonostante l’inchiesta della GdF ci abbia tenuti fermi per un lungo periodo durante il quale non potevamo vendere il nostro prodotto (…e noi vendiamo solo quello!!), credo sia stato un procedimento corretto per comprendere e far comprendere in particolare al parrucchiere, di quali aziende fidarsi e di quali no!”
Quale è la vostra posizione in merito alle stirature brasiliane?
“Innanzi tutto bisogna preservare la salute dei nostri clienti, in primo luogo i parrucchieri. In passato sono entrati in Italia prodotti dalla qualità dubbia, è vero, ma non voglio credere nella mala fede di tutti. Magari nemmeno gli importatori ne sapevano molto sulla nocività della formaldeide, ma è corretto che i prodotti seguano e rispettino la normativa precisa. Spero che quello che è successo tolga dal mercato tutte le stirature non idonee e che i parrucchieri imparino a scegliere fra i prodotti più ‘sani’”.
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