Davide Copelli, titolare dell’omonimo Salone a Torino,  fa il parrucchiere da 18 anni. Si è formato e ha vissuto in Inghilterra e negli Stati Uniti dove ha avuto modo di confrontarsi con un modo totalmente diverso di vivere il lavoro. “In Italia siamo ancora troppo gelosi del nostro modo di lavorare quando, invece, l’apertura mentale, il confronto con i colleghi, il sapersi mettere in gioco fanno sempre di più la differenza.”
Davide oggi fa anche il formatore (per Brelil) e ci racconta che, spesso, in aula, i colleghi lo guardano con una certa diffidenza, almeno all’inizio: “Onestamente, non comprendo il motivo di questo atteggiamento, il corso lo faccio io, certo, ma io per primo sono stato formato, in aula racconto la mia ricerca. Creo una tavola rotonda, dove io mi pongo più come una guida che come un indottrinatore. L’idea è quella di scambiare conoscenza, competenza, tutti hanno, abbiamo da imparare. Ci sono parrucchieri più tecnici, non più bravi. Un bel quadro non va copiato, ma dall’arte c’è sempre da imparare.”

 

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