Mentre tutte le donne del mondo attendono con ansia la riapertura dei saloni per sistemare quel taglio fai da te o quel colore fatto in casa con ricetta scaricata online, la domanda che ci poniamo silenziosamente ma con preoccupazione è “che cosa cambierà?”. Dovremo davvero dire addio a quel rito tanto amato che sono le chiacchiere dal parrucchiere?.

Purtroppo quello del parrucchiere è uno tra i lavori che richiedono la maggior vicinanza fisica tra le persone e questo potrebbe diventare un problema nel post Coronavirus.

Il Corriere della Sera, a questo proposito, ha intervistato il celebre hair stylist Rossano Ferretti, ambassador world wide per Coty e Wella, che possiede oltre venti saloni in giro per il mondo e sotto le cui mani sono passati nomi del calibro di Kate Middleton e Jennifer Lawrence.

Innanzi tutto diventeranno fondamentali, per chi ancora non li usasse, i kit monouso, con spazzole impacchettate e sterilizzatori, e l’igiene e la pulizia del salone all’ennesima potenza. Anche la distanza tra i clienti non è da sottovalutare, quindi più spazio tra le poltrone a costo di lasciarne vuota qualcuna. Secondo Ferretti sarà necessario rivedere gli orari ed essere più flessibili, come già accade in America e in tanti altri stati del mondo, non si lavora più dalle 9:30 alle 18:30 ma bisognerà ampliare le fasce orarie lavorative fino alle 21:00 in modo da permettere di scaglionare gli appuntamenti.

Inevitabilmente le clienti avranno il timore di trasformare un momento di relax in una fonte di disagio e questo porterà a chiedersi se è davvero necessario il servizio del parrucchiere, per esempio, per una piega. Mentre per un taglio o un colore il supporto del professionista è fondamentale, una piega si può imparare a fare in autonomia, scelta che Ferretti incoraggia nelle sue clienti. In questo modo si supererà il concetto di salone affollato verso un’idea più minimal, esclusiva e riservata dello stesso luogo.

Nell’attesa di capire quando riapriranno i saloni e cosa succederà subito dopo, per non far sentire abbandonate le clienti, molti parrucchieri preparano tutorial ad hoc o spediscono kit monouso fai da per le emergenze, come racconta il parrucchiere milanese Alessandro Gesuita, anticipando così un futuro che sarà, inevitabilmente, fatto di personalizzazione.

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