Cosa fa male nelle tinte dei capelli?
Resorcina cos’è?
La Resorcina conosciuta semplicemente come resorcinolo cioè un derivato del benzene, un composto chimicamente simile al fenolo.
Si ottiene mediante la lavorazione e la successiva distillazione di legname di origine tropicale, o dal trattamento di alcune piante che venivano essudate per il raffinamento della soda con alcune resine. Oggi però la resorcina viene prodotta sinteticamente tramite diverse trasformazioni del benzene.
Il resorcinolo è uno dei principali fenoli naturali presenti nell’olio di argan e viene impiegato in prodotti estetici per l’esfoliazione chimica della cute grazie alla sua capacità di causare il completo distacco dello strato corneo dell’epidermide ma principalmente si trova nella produzione di sostanze coloranti per capelli, di cui la maggior parte delle tinture ne presentano alte quantità.
Resorcina e capelli: i possibili danni
La resorcina contenuta nelle tinture e insieme ad sostanze chimiche, rompe il legame della cheratina nel capello, induce l’ossidazione per ottenere la colorazione causando possibili danni a lungo andare se si abusa in quantità e frequenza di utilizzo di questi prodotti.
Non siamo tutti uguali ma ci sono stati e ci sono tutt’ora molti casi in cui le donne che hanno usato tinture contenenti resorcina non hanno avuto nessuna reazione allergica mentre altre persone invece, dopo l’applicazione di tali prodotti hanno riscontrato capelli spezzati e bianchi.
La resorcina è un prodotto irritante e allergizzante che solitamente non crea grandi problemi sui capelli se non in casi di capelli molto sottili e danneggiati, il rischio maggiore può derivare da una ipersensibilità e allergia personale.
Sul capello, se applicata mediante l’utilizzo di prodotti specifici comeshampoo, lozioni o tinture, può intervenire sulla rottura del legame con la cheratina. Inoltre, se combinata con altre sostanze nocive contenute nella maggior parte dei prodotti per colorare i capelli, può attivare un processo di ossidazione del capello che ne consentirà la colorazione successiva.
Resorcina e ammoniaca: una combinazione pericolosa
Molte tinture che contengono resorcina sono combinate con altre sostanze nocive, come l’ammoniaca e Para-fenilendiammina, rivelandosi così la causa di molte reazioni allergiche in coloro che ne fanno uso.
Studi hanno dimostrato che il resorcinolo viene assorbito da parte dell’organismo con conseguenti effetti collaterali che vanno ben oltre alla”semplice e innocua” reazione allergica se si è individui predisposti, inoltre per le quantità di principio attivo contenute all’interno dei prodotti indicati per capelli, e se ci si limita a un utilizzo non frequente, di una o due volte al mese, è possibile non incorrere in controindicazioni o possibili effetti collaterali se non si hanno particolari allergie. E’ sempre indispensabile un test e il consulto con un medico per stabilire se si è allergici o meno.
PPD (Para-fenilendiammina): cos’è?
La parafenilendiammina (PPD) è una sostanza chimica usata anche essa nelle tinture per capelli e la sua definizione biochimica : “È una sostanza tossica e irritante” non ha bisogno di ulteriori spiegazioni.
E’ uno dei più potenti allergeni da contatto che può causare dermatiti,reazioni allergiche e di ipersensibilità.
Sono stati fatti diversi studi sulla para-fenilendiammina, qui in seguito un estratto dal sito della Farmacovigilanza
“Il reagente comune più attivo, contenuto nelle tinture per capelli, è la para-fenilendiammina (PPD), che si ritiene sia anche uno dei più potenti allergeni da contatto, sia in base a quanto valutato in studi sperimentali eseguiti su animali da laboratorio sia in base all’esperienza clinica (1, 2). La reazione più comune ad una tintura, contenente PPD, è l’ipersensibilità ritardata, ma sono state osservate anche reazioni di ipersensibilità immediata ed anafilassi sistemica, che può risultare mortale (3–6). I soggetti sensibili a questo tipo di allergene sono principalmente parrucchieri e donne (raramente uomini), in quanto vengono più facilmente a contatto con tinture per capelli (7, 8). Un altro gruppo di pazienti a rischio è rappresentato da arabi che sono soliti tingere la barba con questi prodotti (9). Recentemente, un numero crescente di casi di allergia da contatto a tatuaggi all’Hennè, contraffatti con la PPD, che hanno colpito anche molti bambini, ha permesso di porre l’attenzione su questo allergene come già più volte riportato nel sito (10-14).”
Cosa dice la Legge in merito al contenuto di PPD nelle tinte
Per legge questa sostanza non può superare il 6% del prodotto, è il componente allergenico che più ne viene usato e più aumentano i rischi di avere reazioni allergiche..più o meno gravi.
Un cliente medio difficilmente soffrirà di effetti collaterali, perché la tintura dei capelli avviene con frequenza rada e variabile: da una a due volte ogni mese; ma non tutti possono permettersi di usare prodotti con questa sostanza, sia per una scelta consapevole per la propria salute sia per manifestazioni allergiche come arrossamenti alla cute e al cuoio capelluto.
Allergie e Covid: un altro effetto di Long Covid?
Molte persone che non hanno mai avuto problemi con la tinta, dopo essere guarite dalla malattia hanno avuto reazioni allergiche
La preoccupazione è che questi fenomeni possano resistere anche dopo che si sia guariti da Covid. Insomma si pensa che ci possano essere allergie cutanee anche con Long Covid . In tal senso l’associazione dei parrucchieri inglesi ha lanciato l’allarme. C’è una crescita nel numero delle persone che hanno reazioni allergiche con la tinta ai capelli dopo essere guarite da Covid. Non c’è uno studio vero e proprio, ma vari casi che indicano come i pazienti di questa malattia manifestino reazioni anche severe. Il prestigioso Imperial College di Londra sta capendo se ci siano dei cambiamenti a lungo termine per quanto riguarda le difese immunitarie dopo aver contratto l’infezione ed eventualmente quanto durano queste conseguenze.
Fate quindi attenzione a scegliere i prodotti più adatti per la vostra clientela e per voi. Il test per la reazione allergica alla tinta va fatto sempre e per una diagnosi corretta è fondamentale l’esecuzione dei test epicutanei a lettura ritardata (patch test) da eseguirsi anche con le specifiche serie professionali di allergeni.