Nel mercato professionale trovi mille sistemi “ad alta potenza”. Ma nelle correzioni tecniche vere (quelle dove la cliente arriva con residui caldi, stratificazioni, lunghezze disomogenee) la potenza non è la variabile che ti salva.

La variabile che ti salva è una sola: controllo.

E qui nasce l’equivoco più costoso del settore: Zero Bleach viene trattato come “quello che schiarisce poco”, buono per una baciata dal sole. In realtà, se lo leggi con testa da professionista, Zero Bleach è uno strumento di correzione controllata: lavori a step, moduli l’intensità, fermi quando hai ottenuto il fondo utile al progetto colore.

Non vince chi “arriva più su”.
Vince chi arriva dove serve, senza pagare interessi sul capello.


Correzione ≠ decolorazione

Nel linguaggio da salone “correzione” spesso significa:

“Non ho letto bene la situazione, quindi faccio una decolorazione leggera e poi tonalizzo.”

No. Quello non è “leggero”. Quello è a caso.

La correzione controllata invece è:

  • pulizia e riallineamento del fondo (non per forza “bianco”)
  • controllo dell’evoluzione (non “timer e speranza”)
  • scelta di strumenti e volumi in funzione di diagnosi e obiettivo

Quando lavori così, stai vendendo procedura.
Quando lavori “a potenza”, stai vendendo un tentativo. E i tentativi ti bruciano margine.


Quando Zero Bleach ha senso (e quando no)

Ha senso quando ti serve:

  • Correzione di viraggi arancio/rosso
  • Compattazione del colore su lunghezze e punte disomogenee
  • Prime schiariture / approccio graduale su clienti giovani
  • Effetti naturali dove conta la pulizia cromatica, non il massimo lift
  • Schiariture effetto baciata dal sole
  • Schiarire fino a tre toni un colore cosmetico

Non è lo strumento giusto quando:

  • serve un salto di livello molto spinto e rapido
  • il capello è estremamente sensibilizzato / porosità alta (prima va rivalutata la strategia)

Caso tipico da salone (quello reale)

Cliente con:

  • base naturale livello 5
  • residuo arancio tendente al rosso
  • lunghezze con dorato intenso e disomogeneo

Obiettivo tecnico:

  • compattare il fondo
  • raffreddare l’arancio
  • uniformare lunghezze e punte senza sovraschiarire

Perché non “deco e via”?
Perché in queste situazioni la decolorazione tradizionale spesso ti porta anche:

  • apertura fibra più marcata → più variabilità
  • sottotoni che scappano
  • porosità differenziata → colore che “si rompe” e non si ricompone più
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Protocollo operativo (soluzione parrucchiere)

Fase 1 — Ricostruzione base

Crei una nuova base con un demipermanente mirato.
Obiettivo: stabilizzare livello e direzione cromatica prima di lavorare sulle lunghezze.

Fase 2 — Lunghezze e punte: Zero Bleach

  • applicazione con saturazione reale
  • distribuzione uniforme + massaggio controllato dove serve più pulizia
  • 15–25 minuti con valutazione visiva continua (stop quando arrivi al punto utile)

Fase 3 — Risciacquo e valutazione

Controlli il fondo raggiunto e, se serve, fai una tonalizzazione di rifinitura (rifinitura, non “salvataggio”).


Box operativo: sistema attivatori 0–40 vol (con diluizioni intermedie)

Qui c’è una differenza pratica importante: avete due soli attivatori e ottenete i volumi intermedi per diluizione.

Attivatori disponibili

  • Modulator 0 vol = emulsione senza H₂O₂
  • Activator 40 vol = emulsione con H₂O₂

Diluizioni pratiche (secondo protocollo)

  • 10 vol = 3 parti 0 vol + 1 parte 40 vol
    Esempio: 30 g 0 vol + 10 g 40 vol = 40 g di 10 vol
  • 20 vol = 1 parte 0 vol + 1 parte 40 vol
    Esempio: 20 g 0 vol + 20 g 40 vol = 40 g di 20 vol
  • 30 vol = 1 parte 0 vol + 3 parti 40 vol
    Esempio: 10 g 0 vol + 30 g 40 vol = 40 g di 30 vol

(Esistono ulteriori diluizioni ottenibili matematicamente; qui restiamo sulle tre miscele operative più utili in salone.)

Miscelazione: Zero Bleach 1 : 2 con l’emulsione scelta (0–40 vol secondo protocollo e diagnosi). Poi applicazione su lunghezze/punte con saturazione reale e controllo visivo.


Punti tecnici

  • Senza sali persolfato (da INCI): in assenza di Potassium/Ammonium/Sodium Persulfate in etichetta, la formula non rientra nei classici decoloranti a persolfati; l’azione è impostata come correzione ossidativa con ossidante.
  • Sistema alcalino (ethanolamine / ammonium hydroxide): alcalinizzanti che supportano la lavorazione ossidativa; la resa si gestisce modulando volume, rapporto e tempi secondo protocollo e diagnosi.
  • Componente coloristica ossidativa: la presenza di N,N’-Bis(2-hydroxyethyl)-2-nitro-p-phenylenediamine indica componente ossidativa/coloristica; per comunicazione corretta meglio parlare di assenza di p‑Phenylenediamine (se non presente) e non di “assenza di PPD” in senso ampio.
  • Sequestranti (EDTA/HEDP): utili a supportare stabilità e costanza della miscela in presenza di ioni/minerali (più difendibile di claim tipo “rimozione metalli dal capello”).

Nota di cautela professionale: “Contiene ingredienti coloristici/ossidativi potenzialmente sensibilizzanti: valutazione professionale e, quando opportuno, test di sensibilità e test ciocca, rispettando protocollo, tempi e DPI.”

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Implicazione economica (quella che conta)

Ogni correzione fatta “a potenza” ha costi nascosti:

  • più tempo (che non fai pagare)
  • più instabilità (ritocchi, lamentele, manutenzione non programmata)
  • più stress operativo

La correzione controllata invece ti dà:

  • processo replicabile
  • preventivo più chiaro
  • pricing sul controllo (non sul prodotto)

Se il servizio è “vediamo”, il prezzo lo decide il cliente.
Se il servizio è “procedura”, il prezzo lo decidi tu.


Vuoi la checklist di diagnosi + la sequenza “correzione controllata” applicata al tuo caso?

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https://www.facebook.com/groups/lightenhairacademy/

www.lightenghair.com

info@zerobleach.com

www.zerobleach.com


Miscelazione: Zero Bleach 1 : 2 con l’emulsione scelta (0–40 vol secondo protocollo e diagnosi). Poi applicazione su lunghezze/punte con saturazione reale e controllo visivo.

 

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